ATC, tempo di bilanci

A distanza di quasi trenta anni dalla promulgazione della legge 157, ci si interroga sul fallimento della stessa nel modello di gestione del territorio.

Il legislatore all’epoca orientato dalle associazioni venatorie concepì un modello di gestione basato sulla rappresentanza sindacale di agricoltori, cacciatori e ambientalisti.

Tale meccanismo che avrebbe dovuto esaltare le buone pratiche gestionali di in campo turistico venatorio ed ambientale, si è altresì rivelato un minestrone impazzito di interessi personale e gestione di piccoli feudi clientelismo e più rozzamente una merce di scambio per accaparrassi tessere in cambio di selvaggina pronta caccia.
Premesso tutto ciò, la costituzione degli ATC doveva rivelarsi lo strumento per coniugare tutte le norme e le leggi emanate dalle regioni in termine di gestione e di fatto si è tramutato in un boomerang a discapito della caccia e dei cacciatori.

Cosa ancora più irritante è l’analisi dei bilanci di questi enti, che una recente sentenza della corte dei conti ha equiparato ad enti pubblici soggetti quindi a rigorose norme in tema di trasparenza e congruità dei bilanci.
Dalla lettura di alcuni di questi bilanci, emergono oltre a voci fantasiose grossi sospetti di ammanchi ed appropriazioni indebite, oltre alla assoluta mancanza delle basiche norme di diritto in materia di bilanci.
Senza entrare nello specifico per non annoiare i navigatori, appare bizzarro trovare spesi per oltre 518 € per cialde di caffè per non parlare dei costi bancari per quasi 2000 € avendo la certezza che neanche siano possessori di un conto corrente, per non citare dei compensi di amministratori confermati in deroga per oltre 34.000 € che hanno anche la spregiudicatezza di richiedere rimborsi chilometrici.
Se a fronte di tutto sopra premesso, trovassimo un modello virtuoso e funzionante penso che una buona parte dei cacciatori sarebbero anche disposti ad tollerarlo, ma vista l’attuale situazione credo sia diventato un modello insostenibile.
Ogni tentativo di dialogo o richiesta di chiarimenti viene sistematicamente ignorato con arroganza ed fraudolenza.
Tutto ciò premesso, tutti coloro che credono che i nemici siano solamente gli anticaccia ed i personaggi mediatici del momento dovrebbero riflettere meglio su quale siano i veri nemici della caccia oggi.
Persone squallide e lobbiste che per un pollo colorato vanno contro gli interessi di tutti i cacciatori.

Marco Navarro