La Cartuccia da caccia a pallini “Sostenibile”

Cari lettori,

Eccoci qua a parlare della “nostra usuale” cartuccia con cui andiamo a caccia…Vi siete mai posti di fare una piccola riflessione? Quanti di noi valutano la cartuccia prima dell’acquisto e si chiedono e indagano per sapere cosa contiene a livello di componentistica? E magari poi riflettono pure su che eventuale impatto potrebbe avere nell’ambiente che ci circonda?

Fatta questa premessa, cercheremo di andare a spiegare, senza alcuna velleità assolutistica, cosa si vorrebbe intendere con il termine “sostenibile”.

Il discorso parte da molto lontano, una scelta di campo maturata dopo anni di profonda riflessione e di seria autocritica di uomo-cacciatore. Con la cartuccia sostenibile non scopriamo nulla di nuovo, nulla di innovativo. Riscopriamo o meglio riassaporiamo ciò che è stato sempre sotto i nostri occhi, una nuova concezione di munizione che amo definire tradizionale. Non povera, ma tradizionale. Le cartucce dei nostri nonni, per noi diversamente giovani, o dei nostri bisnonni nel caso delle nuove leve di cacciatori che vedono in quell’anticaglia un passato scomparso a cui spesso corre la memoria di molti. Ebbene, quel passato può e deve tornare. Oggi più che mai occorre riappropriarci di quel passato che abbiamo stupidamente sacrificato sull’altare del consumismo e del becero finto risparmio. Una modernità che stiamo pagando a caro prezzo, e non solo in termini di tradizioni. Questa, attuale, munizione che proviene da un lontano passato, può diventare oggi la chiave di volta nella caccia moderna. Una caccia legata alle tradizioni, alla sostenibilità, che pone il cacciatore odierno al centro della gestione ambientale. Quindi non più un cacciatore come semplice frequentatore mordi e fuggi della natura, ma un serio e attento fruitore, nonché gestore del territorio, in sostanza un serio amante della natura e che è sempre presente sul campo, pure nel periodo di caccia chiusa.

 La figura del moderno cacciatore, attento all’ambiente e al modus con cui si prelevano i suoi frutti, deve essere oggi un attore di primo piano e fondamentale nel contesto di una corretta gestione atta ad evitare di incappare in una biodiversità fuori controllo e completamente squilibrata.

Analizziamo dunque questa nostra proposta di “anziana innovazione” e poniamola con attenzione su un doppio piatto della bilancia, sul primo poniamo i costi benefici mentre sul secondo metteremo l’impatto ambientale e la sostenibilità.


Qualche vecchia cartuccia da caccia assemblata in sistema tutto Tradizionale

 

A sx vecchia cartuccia originale Baschieri & Pellagri studiata per il tiro al piccione con caricamento  in tutto Tradizionale usando componentistica eccellente come borra Iris e piombo Montevecchio Supernik.

 

A dx Vecchia cartuccia originale Maionchi in assetto tradizionale ma su bossolo in plastica usando sempre Borra Iris e piombo Montevecchio Supernik.

A sx moderna cartuccia da caccia con caricamento tutta plastica Con borra guaina a protezione dei pallini.

A dx cartuccia da caccia con caricamento in bossolo di cartone moderno con borraggio composto da couvette in plastica e Feltro

Dopo questa breve carrellata fotografica andiamo ad analizzare i vari assetti fornendo delle terminologie univoche.

Cartuccia tradizionale su bossolo cartone.
Si intende la cartuccia dei Nonni, ovvero quella munizione da caccia realizzata utilizzando un Bossolo in cartone contenente la dose di polvere, il cartoncino sopra polvere o una coppetta otturatrice sopra polvere in cartone, la borra primaria, deputata a garantire la tenuta dei gas da tergo generalmente composta da vero feltro grassato di lana o crine animale,composita in feltro/sughero, Sughero paraffinato, oppure il più versatile ed economico borraggio sfuso incoerente, i vari spessori di compensazione in sughero o carta-lana, il piombo e la chiusura che, agli inizi veniva praticata esclusivamente con l’orlo tondo su cartoncino o sugherino naturale….poi evoluitasi con la chiusura Stellare.

A sx campionario di borraggi di tipo tradizionale dei bei tempi che furono

A dx borre francesi Gabel in cartone grassato

Cartuccia tradizionale su bossolo plastica.
Si intende la cartuccia che ha avuto un primo passaggio evolutivo, se così si può definire. Questa munizione da caccia veniva realizzata utilizzando un Bossolo in Plastica contenente la dose di polvere, la borra primaria, deputata a garantire la tenuta dei gas da tergo generalmente composta da vero feltro grassato di lana o crine animale,composita in feltro/sughero, Sughero paraffinato, oppure il più versatile ed economico borraggio sfuso incoerente, i vari spessori di compensazione in sughero o carta-lana, il piombo e la chiusura che, agli inizi veniva praticata esclusivamente con l’orlo tondo su cartoncino o sugherino naturale….poi evoluitasi con la chiusura Stellare.

A sx borraggio Incoerente Ermetico della famosa ditta “Rossini” e cartuccia Originale Rossini caricata con questo tipo di borraggio.

Cartuccia attuale, moderna che definiamo “tutta plastica”.
Si tratta del grosso della produzione attuale di cartucce da caccia. Vengono prodotte utilizzando un moderno bossolo in plastica biorientata contenente la polvere, una borra contenitore in plastica, oppure una couvette in plastica associata a borraggio di feltro vegetale o sintetico, il piombo e la chiusura, che oggi in genere è del tipo stellare o, nelle cartucce che definiremmo per un mercato di Nicchia, in orlo tondo eseguito solitamente su un dischetto in plastica frangibile.

Non solo, attualmente vengono prodotti e commercializzati dei caricamenti Semi-tradizionali moderni come quello sotto in foto.

In questo caso notiamo un Bossolo in Plastica contenente la polvere da sparo, una coppetta otturatrice sopra polvere in plastica, una borra in Feltro sintetico, pallini in piombo nikelato e la chiusura che può essere stellare o come in questo caso in orlo tondo su dischetto trasparente in plastica.

Vediamo dunque il primo piatto sulla ns. ipotetica bilancia, ovvero i costi benefici tra una cartuccia realizzata con metodo “tradizionale” e “moderno” cercando di analizzare e comprendere il perché dello sviluppo nell’attuale produzione in versione tutta plastica.

 Nella produzione di una cartuccia veramente di tipo tradizionale, il caricatore viene obbligato ad utilizzare una quantità di polvere da sparo superiore al caricamento “tutta plastica”, questo servirà a compensare eventuali fughe di gas da tergo. Aumentare pertanto la quantità della dose di polvere, creerà ovviamente maggiori costi per singola cartuccia; Inoltre obbliga il produttore a introdurre nel bossolo in cartone (che se di qualità ha un costo superiore rispetto al bossolo in plastica) diversi elementi in sequenza, un cartoncino sopra polvere, una buona borra di tenuta in feltro grassato uno spessore di compensazione in sughero rinforzato e il cartoncino di chiusura per l’orlo tondo. Quindi tre o quattro passaggi obbligati che comportano una messa a punto di macchine automatiche di caricamento apposita e una sensibile riduzione della produzione di pezzi/ora con ovvio aumento nei costi di produzione.

 Nel caricamento del tipo moderno, non tradizionale con componenti tutta plastica, invece il produttore oltre ad avere una riduzione, quindi, un risparmio nella quantità di polvere, deve introdurre solamente la borra contenitore o eventualmente couvette in plastica e borra di feltro vegetale o sintetico, quindi, assai meno passaggi da farsi dopo l’introduzione della polvere. Inoltre il costo del bossolo in plastica e del borraggio moderno è assai più modesto rispetto al borraggio composito tradizionale.

 Ne deriva sia un incremento sensibile sia di produzione che economico a cartuccia finita.

Alla fine, detto in soldoni…un sensibile risparmio a carico del produttore rispetto ad un caricamento di tipo veramente Tradizionale e quindi un maggior ricavo da parte dello stesso.

Differenze e benefici tra i due caricamenti? Possiamo affermare a fronte dei tanti test eseguiti sul campo che entrambe le munizioni (a parità di peso di carica ) se sparate su fucili dotati di buone canne, con strozzature ben realizzate e adeguate alla distanza di ingaggio del selvatico, possono fornire risultati terminali molto simili alla cartuccia “tutta plastica” come del resto lo sta a dimostrare la vecchia produzione di cartucce originali e speciali da tiro al Piccione, dove venivano richieste cartucce specifiche ad alte prestazioni; ad esempio quelle sopra esposte sezionate.

Vero è che l’adozione della borra contenitore dei pallini ha ridotto di molto i residui di impiombatura dell’interno canna, ma ha aggiunto il problema dei depositi plastici nelle canne molto difficili da vedere e rimuovere se non con solventi adatti.

Eccoci al secondo piatto della bilancia… ovvero l’altra faccia della medaglia, l’impatto ambientale e la sostenibilità tra le due tipologie di munizioni, nei tipi “Tradizionale” e “Tutta Plastica”.

 Per spiegare questo occorre fare un esperimento molto semplice, che tutti possono condurre e verificare. Prendiamo le due tipologie di cartucce, e le spariamo entrambe in una zona idonea, ovvero la tutto tradizionale e la tutta plastica moderna. Recuperiamo dopo lo sparo i vari componenti, ovvero, bossolo, borre di entrambi e li adagiamo in due vasi separati con terriccio (vanno benissimo due normali vasi per fiori), quindi li lasciamo li esposti ai vari agenti atmosferici, come pioggia, sole, vento umidità e altro.

 Ebbene, noteremo che in pochi mesi, della cartuccia tradizionale in cartone, feltro, sughero non rimarrà quasi nulla se non il fondello metallico del bossolo, mentre del secondo tipo tutta plastica, sia il bossolo che il borraggio in plastica resteranno praticamente intatti ed integri.

Ecco, in foto, uno dei troppi esempi dell’inciviltà di qualcuno e di cosa resta in ambiente della plastica. Certo, la legge obbliga il cacciatore a raccogliere il bossolo esploso dopo lo sparo, multandolo salatamente e giustamente se non lo fa. Ma per la borra contenitore o la coppetta otturatrice in plastica dopo lo sparo? È praticamente impossibile raccoglierla, specie nelle zone boscate, o in acqua, cosi come per il bossolo espulso dalle armi semiautomatiche in determinate condizioni di esercizio. Questo ne consegue un inevitabile impatto della plastica in ambiente…cosa a ns. avviso di non poco conto e che resterà per anni e anni intatta con la possibilità di generare microplastiche altamente nocive anche nella catena alimentare umana.

 Quindi in ultima analisi, risparmio…. si, per il produttore delle munizioni ma non per l’ambiente a cui sono destinate, ovvero la caccia sul terreno libero. Pensiamo ad esempio al grosso della caccia attuale in Italia, ovvero quella alla selvaggina migratoria ed in primis il Tordo ma anche l’Allodola o il Colombaccio solo per fare qualche esempio, ma anche alla Beccaccia. Queste sono forme di caccia molto praticate dove gli appassionati sono la quasi totalità dei cacciatori Italiani. Nelle prime tre specie, il numero di colpi annuo non è trascurabile perché di solito piuttosto elevato; Fissiamo il numero di colpi ipotetico annuo di 1000 cartucce ad appassionato e moltiplichiamolo solo per un 50% dei cacciatori Italiani. Noteremo che la quantità di plastica dispersa in ambiente ogni stagione venatoria non è trascurabile. Assai peggiore, in termini di impatto ambientale in quelle cacce palustri dove il borraggio plastico, come anche il bossolo in plastica, finisce direttamente in acqua dolce o in mare. Stessa cosa per la caccia alla beccaccia dove il tiro avviene in condizioni spesso difficili in zone fortemente boscate, in quel caso specie con armi semi automatiche oltre a disperdere il borraggio plastico disperderemo quasi certamente anche il bossolo in plastica, proprio per la natura del terreno che rende assai difficile il recupero del bossolo esploso ed espulso.  Diversa e maggiormente sostenibile sarebbe la posizione sopra i campi di tiro al piattello e nei poligoni, dove i gestori sono obbligati alla raccolta del piombo, del bossolo e della borra in plastica. Ma resta comunque lo smaltimento finale del rifiuto plastico. Quindi, a parità di peso di carica la sostenibilità è maggiormente a favore della cartuccia caricata in tutto tradizionale, perché pur recuperando il bossolo in cartone, tutti i suoi componenti sono biodegradabili in tempi tutto sommato assai brevi.

Dove si collocherebbe, quindi e cosa sarebbe oggi la cartuccia “sostenibile” in veste moderna……la risposta è piuttosto semplice, esattamente nelle cartucce destinate alla caccia, quindi destinate in ambiente naturale.

Gli stati, sulla spinta animal – ambientalista hanno un po tutti legiferato sul cercare di vietare il piombo nelle cartucce da caccia. Finto problema questo del piombo, smentito oggi da diversi studi, mentre il vero “problema” forse, anzi senza il forse è la plastica, specie quella impiegata nelle cartucce prive di Piombo con pallini in leghe alternative. In queste la borra in plastica che funge da Sabot contenitore è un pezzo obbligato per non danneggiare le canne dei fucili da caccia. Ebbene quel borraggio in plastica è ad alto spessore, proprio per meglio sopportare le sollecitazioni dei pallini furbescamente definiti No-Toxic ma che in realtà no toxic non sono, proprio perché rilasciano in ambiente della resistentissima plastica di dubbia e lunghissima degradabilità.

La cartuccia sostenibile è oggi una cartuccia moderna assemblata con materiali sostenibili e totalmente biodegradabili.  Questa cartuccia sarà, oggi composta da un moderno bossolo in cartone, una coppetta otturatrice in cartone o specifici cartoncini sopra polvere, avrà un borraggio primario di tenuta dei gas da tergo (Borra in feltro, Borra in Sughero paraffinato o Borraggio incoerente) e di borraggio di compensazione per la correzione delle altezze della colonna borraggio (borrette di sughero o in cartalana ad esempio) completamente e velocemente biodegradabili.

A sx Isolatori moderni sopra polvere in cartone pressato che offrono una tenuta pressoché     perfetta dei gas da tergo.

A dx cartuccia caricata usando questi ottimi isolatori

In foto a sinistra cartuccia moderna in tutta plastica, mentre a destra una moderna cartuccia sostenibile completamente biodegradabile.

Altro esempio di cartuccia sostenibile di tipo tradizionale con bossolo in plastica. In questo caso, grazie all’uso di un fucile basculante, il recupero del bossolo in plastica è agevolato in qualsiasi condizione di impiego.

Vista di alcuni moderni bossoli in cartone con una biodegradabilità certa e rapida.

Purtroppo il panorama attuale moderno riduce molto il paniere di scelta tra i bossoli in cartone.

La produzione attuale di bossoli in cartone, per scelta dei produttori industriali, è relegata maggiormente al calibro 12 e al calibro 20, mentre rari sono i bossoli in calibro 16. Il resto della produzione di bossoli in cartone destinata a piccoli calibri inferiori al calibro 20 è relegata a scorte di vecchia produzione. Un tempo era comune trovare bossoli in cartone di eccellente qualità pressoché in tutti i calibri, ovvero dal 12 al 36/410. Questa produzione, oggi, si è fatta via via più rarefatta e il bossolo in cartone è divenuto, ingiustamente molto penalizzato. Vari sono i motivi, più o meno attendibili e reali, ma la motivazione che è stata fornita è quella legata all’elevato costo di produzione del prodotto Bossolo in cartone. Altre motivazioni più o meno veritiere erano legate alla possibilità da parte del bossolo in cartone di “gonfiarsi” nell’assorbire umidità dall’esterno o se bagnati.

Ecco una eccellente produzione originale Legia…. dove al centro si vedono 2 cartucce in caricamento tradizionale su bossolo in cartone trattato esternamente con speciali vernici idrorepellenti che rendevano di fatto la cartuccia stagna e insensibile a umidità e sbalzi termici, nonché più bella esteticamente.

Esempi di eccellenti borre primarie di tipo tradizionale, da potersi impiegare in cartucce sostenibili…purtroppo ad onore del vero oggi non sono più prodotte.

La biodegradabilità di questi componenti è piuttosto veloce e totale, cosi come è eccellente il lavoro svolto come tenuta dei gas da tergo e trasmissione progressivo/graduale del movimento allo sparo sulla colonna di pallini…attenuando sensibilmente anche il colpo d’ariete.

Altro eccellente materiale utilizzato come borraggio primario di tenuta o come compensatore di altezza della colonna del borraggio. Il borraggio incoerente, comunemente detto “borraggio chimico” che qui vediamo, in versione produzione recente, nella sua busta. Questo borraggio, spesso tenuto in scarsa considerazione e sottovalutato…un tempo più che altro relegato al confezionamento di cartuccette economiche da capanno, invece se di buona qualità ha delle proprietà intrinseche di tenuta dei gas davvero eccellenti e poco comuni. La sua capacità che definiremmo “pneumatica” di comprimersi e espandersi tra i 2 cartoncini gli consente di aderire fortemente alle pareti del bossolo prima e di adattarsi al profilo della canna.

Questo, consente di ridurre al minimo le fughe di gas da tergo…che ricordiamocelo sempre sono a volte presenti anche con alcuni tipi di borraggio moderno in plastica.

Se ben caricato, sia in bossolo di cartone che in plastica, ha la tendenza a regalare rosate di media grandezza e molto ben distribuite…  disperdendo in ambiente solamente granulato di Sughero e cascami vegetali paraffinati.

Presenta l’indubbio vantaggio di consentire variazioni dell’altezza di borraggio nei vari calibri senza problemi…. Per contro e ad onore del vero rende un po piu laborioso e lento l’approntamento delle cartucce rispetto ad una borra in plastica monopezzo.

Qui in foto si nota benissimo il suo adattamento nel piccolissimo bossolo dell’esasperato calibro 410 Magnum. Specie nei piccoli e piccolissimi calibri il borraggio incoerente trova il suo campo di impiego maggiore riuscendo a esprimere doti di eccellente tenuta dei gas.

Fattore poi non trascurabile, specie nei piccoli calibri, la sua tendenza ad impigrire il processo combustivo…allungando leggermente i tempi di canna e abbattendo le pressioni rispetto al borraggio in plastica.

Componente distintivo nella cartuccia moderna sostenibile è il piombo, sia esso temperato, nichelato, ramato purché di ottima fattura. Dovrà essere perfettamente sferico, di peso specifico giusto e con una giusta lega. Il pallino di piombo come si è già detto è un finto problema, orchestrato ad arte per interessi molteplici che poco hanno a che vedere con la difesa dell’ambiente e dei suoi abitanti.

La cartuccia sostenibile, prodotta con i materiali biodegradabili Ivi descritti, può fare la sua bella figura un po’ in tutte le caccie…senza far rimpiangere i prodotti tutta plastica.

Ma la nostra cartuccia, vuole essere anche gradevole all’occhio, e abbracciare un discorso ampio di un nuovo modo di intendere andare la caccia…dove la parola “ETICA” abbracci tutto ciò che ci rende veri custodi dell’ambiente e dei suoi abitanti…coscienti fruitori di una risorsa faunistica che rischi altrimenti di non essere adeguatamente rinnovabile.

Ecco, la cartuccia da caccia sostenibile vorrebbe proporsi in antitesi a soluzioni moderne ed esasperate tutta plastica, vorrebbe essere compatibile con l’impatto ambientale ed essere foriera di un nuovo e piu attento approccio del cacciatore verso la natura.

Concludiamo con una semplice e doverosa considerazione…ovvero che il Cacciatore, oggi è il vero controllore dell’ambiente e come tale sarebbe giusto che si fermasse un attimo a riflettere su quanto sopra esposto.

Da parte nostra siamo ovviamente convinti che il futuro della caccia passerà anche attraverso un percorso di cartuccia sostenibile…pertanto, sperando che queste ns. righe siano state di Vs. gradimento ci congediamo con il più grande “In bocca al Lupo”.

Gli autori

Giuseppe Curcurù – Lorenzo Belli