GALLINELLA M5S: “il futuro della caccia? Asse tra agricoltori e cacciatori”.

Nella splendida e popolosa cornice del Caccia Village 2019 a Bastia Umbria con questa sensazione circoscrive il Presidente della Commissione Agricoltura on. Gallinella come immagina il futuro, ormai prossimo, della caccia. Il ripetuto, abusato, stantio, uso del famigerato art. 842 non può così essere un feticcio per gli ambientalisti né un tabù per i cacciatori. L’asse ragionato e sistematico tra mondo agricolo e cacciatori, tra aziende agricole e istituti faunistici privati rappresenta l’unico vero asse portante economico ambientale in grado di sdoganare la caccia nell’alveo di una moderna cultura della gestione del territorio con output positivi nei confronti del miglioramento della produzione agricola e nella difesa della biodiversità e del sapore tradizionale della cultura rurale tipica dell’offerta turistica del nostro Paese.
Gli attenti presidenti delle AAVV ne prendono atto, si pensava ad un assalto alla “Bastia” invece moderazione e apertura hanno contraddistinto l’incontro tra Cabina di Regia venatoria e il Presidente Gallinella. Apertura, inaspettata, di FDCI e appassionato intervento di Cartoni (presidente EPS):” l’art. 842 è di fatto superato, o meglio potrebbe a breve esserlo, il problema maggiore è invece insito nella proprietà pubblica della selvaggina soprattutto negli istituti faunistici privati, la cultura pauperista e vagamente sovietista che in altri tempi in altre storie veniva identificata nell’infausto motto che la Mucca del Padrone sarà la tua.., sulla selvaggina insieme al vincolo normativo che relega le aziende faunistiche ad attività necessariamente senza scopo di lucro, rappresentano insieme i veri freni allo sviluppo del settore. Tutto ciò insieme ad una normativa ancora chiusa e vetusta che non prevede un patto di reciprocità tra Stati sulla normativa delle licenze di armi da caccia e il riconoscimento delle abilitazioni alla caccia di selezione almeno su tutto il territorio nazionale” Modesto ottimismo tra le associazioni venatorie con qualche distinguo, la FederCaccia in modo particolare sembra sottolineare e condividere le posizioni che EPS ha ribadito nell’intervento conclusivo, un fatto nuovo in cabina di regia, forse l’avvio di una nuova fase.