Riscoprire l’ Europa ri partendo dai valori e dai popoli

Politico di lungo corso, figlio d`arte ed erede di una lunga tradizione moderata familiare che viene da lontano ovvero quello splendido sud Italia tanto ricco di bellezze naturali e tradizioni popolari Alfredo Antoniozzi romano d`adozione e leader del l`area cattolica moderata nella capitale oggi è capolista di Fratelli D`Italia per le elezioni europee del 26 maggio.
La Riserva di Caccia lo ha raggiunto per sottoporgli alcune domande in merito alla figura del cacciatore nel macrocontesto comunitario.
On. Antoniozzi, buongiorno, lei ha fiducia nella funzione del mondo venatorio per la gestione della fauna selvatica?
R: Buongiorno a voi, ho osservato questa vostra nuova iniziativa editoriale e mi complimento per la qualità e la passione giornalistica che traspare… sì ritengo che la passione e la serietà dei cacciatori sia assolutamente la migliore garanzia per una corretta gestione del territorio in un contesto ambientale ormai altamente antropizzato dove esiste attività economica e invece ormai abbandonata ad una crescita costante delle foreste in zone montane o pre montane.
D: Reputa che vietare ai cacciatori (Art. 19 L 157/92 ) il controllo della fauna selvatica sia perdere un’opportunità di utilizzare la passione di migliaia di “volontari” per il controllo del territorio, la prevenzione di fenomeni criminali come gli incendi dolosi e la gestione di fauna selvatica a tutela si della biodiversità ma anche sottoposta ad un controllo numerico in equilibrio con le attività economiche rurali e l`agricoltura?
R: Certamente e sinceramente non vedo altra categoria che a costo zero possa supplire ai doveri dello stato con questi numeri e con tutto il tempo e i soldi che i cacciatori per passione investono sul territorio, sarebbe folle rinunciare a tutto ciò soprattutto in un epoca in cui il vincolo di bilancio viene elevato a valore costituzionale e come è noto rappresenta, anche eccessivamente, la prima preoccupazione di Bruxelles sugli stati membri.
D: Quindi reputa che l’esercizio della caccia sia sostenibile?
R: Riscoprire l’Europa ripartendo dai valori e dai popoli, la caccia è un valore globale è la naturale conseguenza di ciò che ho detto, e sempre pensato, l’Europa che già da tempo riconosce nella figura del cacciatore un elemento indispensabile e paladino della ruralità, la mia famiglia viene dal sud, oggi come allora è importante educare le giovani generazioni al rispetto delle tradizioni contadine, delle tradizioni culturali, ambientali, religiose che hanno sempre contestualizzato il cacciatore con il suo cane e la sua cacciatora in un contesto rurale che lo accoglieva come una ricchezza e uno status symbol, oggi la ricchezza di una volta (il focolare e la selvaggina che allietava la famiglia) può e dovrà essere ritrovata in occasioni di valorizzazione turistica del territorio come avviene per esempio in maremma, c’è gente che paga e viene dall`estero per trascorrere giorni in campagna alla ricerca dei più bei monumenti naturalistici che possa offrire l’Europa mediterranea e oserei dire “ad un tiro di schioppo” da città come Firenze e Roma.
Grazie onorevole Antoniozzi la seguiremo da vicino e ci rivedremo per fare un primo bilancio delle sue prime iniziative parlamentari
Grazie a voi.