EPS Campania: Un’idea di prelievo sostenibile nel rispetto della terra e dell’ambiente

Il giorno 28 maggio 2019 si approverà in via definitiva il Calendario venatorio 2019-2020 a seguito dell’intervenuto parere richiesto all’ISPRA.

L’ EPS Campania, l’associazione venatoria a sostegno di un’idea di prelievo sostenibile nel rispetto della terra e dell’ambiente, a nome del suo rappresentante in seno al comitato tecnico faunistico regionale (Il Sannita Filippo Venditti) è abbastanza soddisfatta.

Accolte molte delle proposte di EPS tra cui le tre giornate di pre apertura a corvidi e a colombacci. Le tre giornate di caccia al cinghiale nel mese di ottobre (giovedì-sabato e domenica) il posticipo della chiusura al 10 febbraio a corvidi ed a colombacci solo da appostamento. Si lascia ancora aperta la possibilità di migliorarne il testo in sede di discussione.

 

Confidiamo in un calendario venatorio molto equilibrato, che tenga conto della fase di attuazione dei piani faunistici venatori provinciali, che come è emerso nella passata riunione di comitato tecnico dello scorso 28 febbraio, risultano tutti scaduti e non ancora rivisionati

 

Ci auguriamo che possano essere inserite ed accolte ulteriori Nostre proposte, per tutelare gli interessi venatori di coloro che amano la caccia rispettando la fauna, l’ambiente e la proprietà altrui, che appresso andremo a meglio specificare:

 

Per la caccia al cinghiale in forma collettiva

Le giornate di caccia sono tre settimanali (giovedì, sabato e domenica) per tutto il periodo. Delle tre giornate previste, tutte autorizzate dai rispettivi STP competenti per territorio, due saranno autorizzate per la forma di caccia in battura ed una per la forma di caccia in girata, sempre all’interno dell’area di caccia specifica assegnata.

Per l’Addestramento cani da penna e da seguita, ulteriori precisazioni: 

Tali attività sono consentite nell’arco temporale compreso, dal 1 agosto al 15 settembre, ad esclusione del martedì e venerdì, in aree circoscritte, dopo aver accertato l’assenza di esemplari di fauna selvatica in fase di nidificazione o di dipendenza della prole dai genitori.

 

Per l’Orario di caccia:

Non costituisce esercizio venatorio la presenza sul posto di caccia, prima o dopo l’orario consentito, per attendere ai lavori preparatori di posizionamento e rimozione dell’appostamento temporaneo, sempre che l’arma sia scarica e in custodia. Non costituisce esercizio venatorio lo spostamento da o per il posto di caccia prima o dopo l’orario consentito se l’arma in possesso del cacciatore risulta scarica e in custodia. (già approvato con DGR 380 del 19.6.2018)

Per l’Utilizzo richiami vivi:

Per l’annata venatoria corrente, è sempre consentito l’utilizzo del Piccione e dell’Anatra germanata, come richiamo vivo, in deroga a quanto già previsto all’art. 6 della L.R. 26/2012 e s.m.i. (vedi parere Ministero Agricoltura inviato ad AA.VV.)

 

Siamo soddisfatti delle prescrizioni generali contenute nel calendario venatorio che vogliamo

riportare integralmente e che sono state il frutto di un lavoro condiviso fra associazioni di

categoria ed uffici preposti:

Al fine di potenziare l’impegno “volontario”  svolto dal cacciatore nella gestione sia faunistica che ambientale “sentinella del paesaggio” e di favorire la crescita della biodiversità ed assicurare, nel tempo, il mantenimento degli habitat naturali si prevedono nel  Calendario Venatorio 2019/2020 le seguenti prescrizioni:

  • segnalazione di avvistamento di incendi boschivi;
  • collaborazione, con gli enti preposti, ad attività di spegnimento e contenimento di incendi;
  • segnalazione di coltivazioni di Cannabis;
  • segnalazione di dissesti idrogeologici e principi di frane;
  • segnalazioni di sentieri e collaborazione per la loro manutenzione;
  • collaborazione con gli Enti preposti, ad attività di ricerca di persone smarrite.

Le trasformazioni del paesaggio rurale hanno portato con sé una drastica riduzione della fauna selvatica, in particolar modo di quella stanziale, quale lepre, fagiano e starna. Le coltivazioni intensive prevalentemente a mais, tabacco e altre colture industriali, gli appezzamenti sempre più estesi, l’eliminazione delle siepi e dei bordi dei campi, la diminuzione dei prati e dei cereali autunno-vernini sono alcune delle pratiche che hanno estremamente semplificato il territorio agrario creando una situazione ambientale decisamente ostile alla fauna che non trova più siti dove nidificare, proteggersi e nutrirsi.

Lo stesso paesaggio rurale montano nel corso degli ultimi decenni è profondamente cambiato. Si osserva infatti una progressiva scomparsa di spazi aperti, quali prati e pascoli, a favore del bosco. Questi cambiamenti hanno implicato forti ripercussioni nei confronti della fauna selvatica, specialmente per quella legata agli ambienti prativi e pascolivi  Gli interventi di miglioramento ambientale per la fauna selvatica hanno come obiettivo quello di ricreare, in modo diffuso, piccoli habitat in grado di soddisfare le esigenze della fauna stessa in termini di copertura, rifugio ed alimentazione. Diversi sono stati i tentativi orientati al recupero del giusto equilibrio tra agricoltura produttiva e multifunzionale.

Filippo Venditti