Le specie “Aliene” ringraziano

Dopo tanto parlare sembra che il problema specie aliene sia caduto nel dimenticatoio.

Nel gennaio 2018 il decreto legislativo sulle specie aliene invasive (I.A.S. Invasive Alien Species) recante prescrizioni di divieto, controllo, eradicazione e gestione viene emanato dall’allora governo.
Intanto si è parlato diffusamente del problema anche grazie a progetti Life, conferenze e convegni e si sono stabiliti divieti di importazione, vendita ed immissione di specie aliene che nuocciono alla nostra biodiversità.
Ma a che punto siamo per quel che riguarda l’azione più importante e cioè l’eradicazione delle popolazioni presenti sul territorio Italiano? Partiamo da un esempio concreto, quello della Nutria. Ispra nel 2017 ha pubblicato un Piano di gestione nazionale articolato e completo che, partendo dalla presenza attuale del roditore, detta azioni da compiere per il controllo e l’eradicazione della specie.
A questo punto il gioco dovrebbe essere fatto ma sorge un problema: i puntuali ricorsi degli animalisti alla giustizia amministrativa per fermare le delibere e determine regionali che dovrebbero attuare il controllo.
Aggiungiamo che le regioni sono assai pigre nell’occuparsi della materia, che il Ministero dell’ambiente sembra essere diventata la casa comune di un coacervo di talebani animalisti per i quali nulla bisogna fare che attenti alla vita anche di un solo alieno e dulcis in fundo che i volontari armati di licenza di caccia, unica forza in campo che lo stato può schierare a difesa della sua biodiversità, sono impossibilitati ad intervenire per le note questioni che riguardano il controllo della fauna invasiva.
Il quadro è quindi a tinte fosche ed i gamberi della Lousiana, i siluri, le nutrie e tutta la fauna aliena in progressiva ed incontrollata espansione ringraziano gli animalisti italiani ed i loro sodali politici per la strage di biodiversità italiana.

A.Pani