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110 iscritti al “Comprensorio alpino di Caccia Prealpi Comasche” non hanno ritirato le fascette per l’abbattimento dei cinghiali.
La protesta nasce secondo le voci dei stessi cacciatori contro i regolamenti fatti«da gente che non conosce la realtà del territorio».
E’ la prima volta che dando un segnale di unità importante – hanno comunque già versato le tasse per la licenza venatoria e per la corrente stagione di caccia. Dunque in questo momento, in un territorio che va da Menaggio a Cernobbio (Bisbino), abbracciando tutta la Val d’Intelvi e parte del Porlezzese dove anche i selecontrollori – ovvero i cacciatori abilitati per il contenimento della specie – sono fermi al palo per un rimpallo di responsabilità tra Governo e Regione..

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Marco Navarro

Marco Navarro

Responsabile editoriale della redazione.
Esperto di comunicazione, web designer, grafico pubblicitario, marketing strategico ed esperto dei nuovi media.

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