I 3 Calibri “DIVERSAMENTE GIOVANI”

Cari Lettori, ci scuserete per questo titolo un po’ ironico e per certi versi provocatorio; però, con queste righe vorremmo proporre una riflessione sul perché per i Calibri da caccia 32/24/16 un tempo tanto in auge, oggi specie per i primi 2 si sia scivolati verso un oblio.
Oblio, a nostro avviso del tutto ingiustificato…e a cui non ci piace assistere inermi, senza tentare di spezzare una lancia a loro favore, anche perché se lo meritano…non fosse altro per le loro glorie passate.

Con questo articolo non è nostra intenzione approfondire la balistica di questi 3 calibri, ma bensì cercare, senza cadere in facili e scontati sentimentalismi (pur assai leciti e comprensibili) le motivazioni per cui sarebbe giusto ripensarli e rivalorizzarli.

Il calibro 32 (per i ns. cugini di oltralpe il 14 mm.), sotto di lui troveremmo il cal. 36, ovvero nominalmente un 12 mm…oggi ben noto più che altro perché rimodulato in alto come calibro 410 Magnum.
Purtroppo, la rimodulazione non è avvenuta anche per questo cal. 32, annoverato come “piccolo calibro”; le sue potenzialità invece, qualora non fosse stato relegato ai bossoli da mm. 63,5/65 sarebbero veramente interessanti, specie grazie ai nuovi propellenti.
Anche la componentistica disponibile oggi per il suo caricamento è veramente ridotta al lumicino e le Aziende produttrici di cartucce, pur mantenendolo a listino ben poco offrono in termini di scelta.
Il suo range di carica lanciata in bossolo da mm. 63,5/65 oscilla tra i 13 e 18 g di piombo, con la carica media elettiva di circa 15 g.
Purtroppo le armi d’epoca, a cui magari in tanti siamo affezionati, possono non essere sufficientemente robuste e ben conservate, mentre il mercato del nuovo, salvo rari casi offre ben poco, salvo rivolgersi a costruttori di fucili fini.
Questo interessante calibro sarebbe, anzi è indicatissimo per caccie di appostamento ai turdidi con i richiami vivi, alle allodole sullo specchietto, alla quaglia con il cane e così via…e in mano giusta può spingersi pure su selvatici più grossi e coriacei.

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Componenti del passato

Il calibro 24, subito sotto troviamo il cal. 28…anche lui rimodulato verso l’alto già da tempo e di recente addirittura esteso in versione 28/76 ovvero, Magnum.

altro bellissimo e interessante calibro questo 24, che ameremmo definire il “piccolo tra i grandi e il grande tra i piccoli”, un tempo diffusissimo tra i giovani Nembrotte e graditissimo alle seguaci di Diana.
Anche in questo caso paga lo scotto, e che scotto; purtroppo le armi del passato, pur se ancora perfette e robuste hanno camera di cartuccia da 65 mm…e qualora pure ci si facesse costruire un fucile moderno con camera da 70 mm. non riusciremmo a trovare sul mercato cartucce cariche o bossoli per la ricarica con misura oltre i mm. 65.
Arma di solito molto maneggevole, ha spiccate doti di brandeggio e salita veloce alla spalla; con la giusta cartuccia e in mano ad abili colpitori se la può giocare con il fratello maggiore cal. 20.
Nonostante questo, chiamiamolo Handicap, oggi, sfruttando la pur risicata componentistica presente sul mercato e avvalendosi di polveri moderne può spaziare in sicurezza tra i 16/27 g. di pallini.

Pertanto, come si può facilmente intuire potremmo utilizzarlo con profitto sia nelle cacce di appostamento ai turdidi fin tanto sulla stanziale pregiata.

Munizionamento Nazionale

Componenti del passato

Il calibro 16, eccoci a parlare de il vecchio fucile da caccia dei nostri nonni.

Ebbene questo calibro da caccia un tempo diffusissimo tra i cacciatori nostrani, fortunatamente sta conoscendo una nuova linfa e si sta proiettando verso una ritrovata e meritata gioventù.

Oggi risulta sempre più apprezzato da molti cacciatori Italiani, Europei e pure in USA, sul campo può offrire un ottimo rapporto tra peso/potenza ed un invidiabile equilibrio di resa balistica.

Oggi prodotto con camera di cartuccia da 70 mm permette di utilizzare munizioni da caccia e tiro con grammature che possono spaziare da 24-26 g (carica ridotta), 27-30 g (carica standard), 31-33g (carica pesante) e finire con 34-36g (per la carica baby magnum), valori questi estremamente interessanti.

In questo calibro vengono prodotte armi sia basculanti che semiautomatiche, abbinate al moderno munizionamento offrono al cacciatore un fedele e affidabile strumento di caccia. Quindi non solo un risveglio della tradizione, ma anche un reale vantaggio quale giusta potenza e affidabilità di una munizione che consente di svolgere gran parte delle cacce Italiane ed estere.

La sua cartuccia, di indubbio fascino risulta quindi assai interessante un po per tutte le forme di caccia, ben equilibrata,  specie nelle grammature di piombo standard del calibro, ove con le moderne polveri a disposizione regala di frequente Pressioni di esercizio nella norma e velocità alla bocca piu che buone;  Inoltre, quello che vorremmo infine definire “stupendo calibro tutta caccia” consente di portarsi appresso arma e cartucce di minor peso rispetto al cal. 12…senza rinunciare però a prestazioni balistiche di rilievo, cosa non da poco, specie  in quelle cacce vaganti come ad esempio in montagna alla Nobile Stanziale, dove si percorrono chilometri su terreni accidentati e impervi.

Munizionamento Nazionale

Un occhio al passato

Speriamo che questo nostro breve scritto sia riuscito a stuzzicare il Vostro interesse verso questi calibri e che il mercato possa godere di nuovi stimoli.

Gli Autori: Lorenzo Belli – Giuseppe Curcurù