L’impatto predatorio delle gazze su nidi di altri uccelli

Un nuovo studio, condotto in Inghilterra in contesti agricoli, ha portato alla luce una serie di fattori che mostrano come ci sia una variazione nell’impatto della predazione da parte delle gazze sui nidi degli altri uccelli.

I ricercatori dell’Università di Exeter e del Game & Wildlife Conservation Trust (GWCT) hanno posizionato 460 nidi artificiali nei terreni agricoli tipici del Warwickshire per studiare da vicino il comportamento di questi predatori opportunisti.

Lo studio ha evidenziato come le gazze siano effettivamente i predatori più comuni, rappresentando, laddove sia stato possibile identificare il predatore con certezza, fino al 70% delle “visite” nei nidi. Come ci si poteva aspettare i nidi che ricadono all’interno dei territori, nei quali anche le gazza nidifica, subiscono il maggior impatto predatorio da parte del corvide. Questo specialmente al termine della stagione in cui le stesse gazze debbono sopperire alle richieste di cibo da parte dei giovani pulli nei loro nidi.

I risultati arrivano generando polemiche sulle regole che stabiliscono quali animali opportunisti possono essere “contenuti” al fine di proteggere gli uccelli selvatici, i raccolti ed il bestiame.

Questo lavoro ci mostra che, sebbene la maggior parte delle predazioni a carico dei nidi siano riconducibili alle gazze, non tutte le gazze predano nidi“, ha affermato il dott. Joah Madden dell’Università di Exeter. “La sfida futura è identificare questi individui maggiormente problematici e rimuoverli accuratamente.”

Il Dr Rufus Sage, che è a capo del  “lowland gamebird research at GWCT”, ha dichiarato: “Questi risultati suggeriscono che non tutte le gazze sono predatrici in egual misura”.

Il controllo dei predatori potrebbe essere più efficace se la gestione fosse rivolta principalmente verso gli  individui maggiormente responsabili delle predazioni o nei luoghi in cui i tassi di predazione si sono dimostrati più frequenti.

Tom Streeter, presidente dell’associazione ambientalista SongBird Survival, che ha commissionato la ricerca, ha dichiarato: “Siamo lieti di aver sponsorizzato e supportato questa importante ricerca. La “SongBird Survival” ha a cuore determinati argomenti ed  è molto attenta se non preoccupata per l’impatto negativo (significativo) che i corvidi sovrabbondanti possono avere sulle popolazioni degli altri uccelli. Questo studio aiuta a capire meglio la minaccia che alcuni individui, particolarmente avvezzi alla predazione, pongono.

L’articolo, pubblicato su “European Journal of Wildlife Research”, è intitolato: “Predation of artificial nests in UK farmland by magpies (Pica pica): interacting environmental, temporal, and social factors influence a nest’s risk.”

Manuela Lai & Giuliano Milana