Basta con i sensazionalismi mediatici Animalisti

Sentito il parere scientifico delle “IENE” e dopo la pubblicazione a mezzo “Striscia la Notizia”, a distanza di due anni continua l’attacco mediatico contro La Regione Emilia Romagna.
Ora è la volta di „11 associazioni ambientaliste e animaliste che hanno fatto squadra per salvaguardare la tutela dei daini – Animal Freedom, Animal Liberation, BolognAnimale, Clama Ravenna, Comitato ambiente e salute Emilia Romagna, Cruelty Free, Di Versi & Voci, Lega nazionale per la difesa del cane, Lac Lega Abolizione Caccia, MiciAmici Bologna e Rifugio Amore Bestiale“.
Queste associazioni oltre ad elevare critiche poco scientifiche propongono metodi come la sterilizzazione (leggi anche qui) e si arrogano il diritto di contestare il piano di prelievo e contenimento redatto dall’ISPRA. Il controllo si è reso necessario per risolvere il “problema” di incidenti sulla Statale Adriatica e lungo la rete ferroviaria, secondo la delibera di contenimento dei daini del 2014 da parte della Provincia di Ravenna.
Come spesso accade in seguito alla divulgazione di questo genere di notizie, è rapidamente partita la gogna mediatica nei confronti della regione e dei tecnici incaricati. Cerchiamo di portare avanti il discorso in maniera il più possibile  “tecnica” e scevra da falsi ed inutili sentimentalismi, utili solo a raccogliere qualche “mi piace” ma che invece, ai fini conservazionistici, sortiscono solo l’effetto contrario.

Qualche premessa è d’obbligo ed iniziamo subito parlando della specie in oggetto. Molti ignorano che il Daino sia una specie alloctona (o al limite parautoctona);  l’areale originario viene posizionato nella porzione più orientale del bacino del Mediterraneo, ed attualmente la specie presenta una distribuzione quasi del tutto artificiale. Infatti grazie alla sua grande adattabilità e facilità di allevamento, è stata introdotta in alcune zone dell’Italia centro meridionale, della penisola iberica e in numerose altre regioni d’Europa oltre che in Siberia, Stati Uniti, Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Figi, Hawaii, Sudafrica e Canada.  Questo ne fa una specie da tenere in considerazione anche in relazione ai fenomeni di competizione che si possono generare nei confronti di specie autoctone. Il Daino è caratterizzato da una notevole plasticità trofica che va dalla brucatura di foglie e gemme di alberi al pascolamento; questo lo rende, ad alte densità, responsabile di possibili danni e conflitti con attività di tipo agricolo/zootecnico/forestale. Evidenti danni, possono essere rappresentati dallo scortecciamento dei giovani tronchi nel momento della muta del palco o anche dal brucamento diretto di giovani polloni. Nei campi coltivati invece, più che l’azione di prelievo di foraggio, il danno è costituito principalmente dall’azione di calpestio. Le linee di gestione (ISPRA) suggerite per il Daino  prevedono la conservazione dei nuclei storici e delle popolazioni maggiormente affermate. In questi casi sarebbe comunque prioritario mantenere densità tali da limitarne i danni e impedire l’espansione dell’areale attraverso la rimozione sistematica degli individui in dispersione.  Le direttive nazionali sulla specie sono quindi abbastanza chiare e indirizzate verso operazioni di contenimento soprattutto nei casi in cui la presenza del daino rappresenti un problema. Francamente riteniamo sia giunto il momento di contrastare questi ciarlatani sensazionalisti ed imparare a rispettare le regole scientifiche.