LE TRAPPOLE DEL DECRETO ANIMALI

Tutto il mondo venatorio, si presta a fare il gioco di questo grande specchietto per le allodole che è il parlare dell’abrogazione della legge 842.
E mettiamoci pure le altre 1000 Gabole sulla caccia che questo DDL reca seco: ribadisco, specchietti per le allodole, ovvero cose più o meno gravi, ma più che altro utili a distogliere l’attenzione sull’aspetto più importante del DDL Animali.

Infatti il punto vero di questo DDL, il nocciolo che sta passando in sordina e che ha ogni probabilità di andare in porto, è la VARIAZIONE DELLO STATUS GIURIDICO con la quale si attribuisce appunto agli animali “TITOLARITÀ di diritto”!

Vediamo se a scriverlo a lettere cubitali a qualcuno inizia ad entrare nella zucca questa cosa…

È un cambiamento epocale, dai risvolti inimmaginabili ed imprevedibili: quella immediatamente prevedibile è la limitazione del diritto di proprietà sugli animali, rimanendo spalancata la porta alla sua completa alienazione, e già questo potrebbe costare lacrime e sangue….

Ma ancora mi sa che non sia chiaro…

Voglio rammentare cosa successe con la 698, la Legge sulla caccia che introdusse il principio di “Fauna patrimonio indisponibile dello Stato”. Lo ricordate?!

Ecco, quella stessa Legge prevedeva un lungo dettaglio di fattispecie di sanzioni amministrative in caso di infrazione alla Legge stessa: sembrava finita lì!

Dopo qualche anno, venne fuori la contestazione di “furto aggravato ai danni dello Stato” (che in talune fattispecie tuttora ricorre!), per infrazioni invero solo amministrative per quello che ci avevano dato a bere fosse lo spirito di quella Legge sulla caccia!

Ecco, altrettanto “imprevedibili” conseguenze porterà con sé questo DDL, appunto con la “titolarità di diritto” agli animali: così, mentre i nostri nemici ci surclassano in quanto a strategie e capacità di fuoco”, noi continuiamo a concentrarci su quel dito che indica la Luna!

Federico Vannucci