Dall’Inghilterra un nuovo progetto che cerca di mettere d’accordo cacciatori e conservazionisti. Esempi di dialogo possibili in Italia?

Siamo nuovamente nelle brughiere inglesi (che abbiamo già incontrato su queste pagine: QUI) scenario nel quale spesso caccia e conservazione cercano di trovare punti di incontro. L’articolo dal quale prendiamo spunto è apparso sul noto quotidiano inglese “The Guardian”. E’ il caso delle Albanelle reali (Circus cyaneus) una specie a rischio in Inghilterra ma che è spesso vittima di bracconaggio per la pressione predatoria che esercita sulla selvaggina locale. In tale direzione il progetto di cui parliamo mira all’allevamento in cattività dei pulcini di albanella al fine di placare i proprietari delle aziende presenti nelle brughiere. Questa azione si è resa necessaria a seguito dell’esito negativo nel cercare di contenere la persecuzione dei rapaci.

Il progetto prevede il prelievo, con il conseguente allontanamento dai propri genitori,  dei pulcini di albanella reale durante l’estate. Questi verranno poi allevati artificialmente, seguendo un controverso schema di “gestione della covata”, con lo scopo di “tenere buoni” i proprietari terrieri.

L’allontanamento dei pulli dai nidi consentirebbe di abbassare le concentrazioni del rapace nelle tenute di caccia. Questo avrebbe come conseguenza quella di impedire, o comunque limitare, la predazione da parte delle albanelle sui pulcini di “grouse” creando così i presupposti per la riduzione dell’uccisione illegale del rapace, oramai gravemente minacciato e per questo oggetto di tutela massima in Inghilterra.

La scorsa estate si è rivelata la stagione riproduttiva più fortunata dell’ultimo decennio con 34 pulcini di albanella involati da nove nidi nel nord dell’Inghilterra. Natural England, un organismo di sorveglianza del governo, ha annunciato che il suo piano di gestione delle covate inizierà durante l’estate interessando nidi di albanella “attivi” che soddisfino i criteri per la rimozione dei pulcini e con la collaborazione dei proprietari terrieri disposti a far parte del processo. I pulcini sarebbero allevati in cattività e poi rilasciati in un habitat adeguati lontano dalle tenute. L’albanella tende a formare gruppi e chi ha proposto questo piano d’azione ha detto che la gestione della covata fornirà delle rassicurazioni ai proprietari delle aziende garantendo un contenimento delle concentrazioni nei loro terreni riducendo così la predazione a carico della selvaggina presente.

Tony Juniper, presidente di Natural England, ha dichiarato: “La conservazione e la protezione dell’albanella reale sono al centro di ciò che stiamo facendo nell’approvare questo processo di gestione della covata. Questa decisione porta avanti una strategia di salvaguardia per la specie. Natural England è pronta ad occuparsi del prossimo passo, consapevole del fatto che l’attività e la ricerca saranno messi sotto il controllo degli scienziati di una commissione preposta allo scopo. Noi, come organizzazione, abbiamo il dovere morale di perseguire tutte le opzioni per tutelare una specie importante come l’albanella reale, in modo che i nostri figli possano godere di questo maestoso rapace in natura.”

Non sono mancate ovviamente le critiche, secondo le quali il progetto avrebbe avuto più probabilità di avere come risultato quello di calmare “l’industria della caccia” piuttosto che affrontare il problema della persecuzione illegale del rapace. Mark Avery, un attivista Wildlife Campainier che ha lanciato una campagna di raccolta fondi senza successo contro il progetto, ha detto: “Questa è un’idea stupida inventata dai proprietari delle aziende venatorie e di nessuna utilità per le albanelle“. Avery ha detto che si sta attualmente appellando contro la decisione della corte suprema che ha giudicato il processo legale. Anche la RSPB England (Società inglese per la protezione degli uccelli) ha deciso di presentare ricorso. Chris Corrigan, direttore di RSPB England, ha dichiarato: “ Come abbiamo sempre sostenuto, la “gestione della covata” è uno strumento sbagliato per aiutare la ripresa dell’albanella nei suoi habitat in Inghilterra. L’RSPB crede fermamente che il primo passo verso la ripresa della specie dovrebbe essere la cessazione della persecuzione illegale. Questa è, secondo noi, la ragione vera del declino di questo uccello “iconico” “.

James Diamond, di  Natural England, ha dichiarato che una commissione scientifica dovrà monitorare e valutare il progetto per “garantire che si comprenda quanto più possibile il suo potenziale per poterlo poi utilizzare come tecnica di conservazione “.

Amanda Anderson, direttore del Moorland Association ha detto: “C’è una reale volontà  tra i gestori e i proprietari terrieri indirizzata a garantire il successo del progetto. Siamo tutti uniti nel raggiungimento del nostro obiettivo che è quello di aiutare la ripresa delle albanelle. E ‘molto incoraggiante il fatto che ci siano nidi idonei di albanelle e proprietari terrieri intenzionati a prendere parte al progetto”.

Il progetto di “La gestione della covata” è parte del piano di recupero dell’Albanella curato dal  Department for Environment, Food and Rural Affairs ed è sostenuto anche da gruppi di conservazione tra cui il Hawk & Owl Trust. Altri  enti per la conservazione, come la RSPB, si sono invece ritirati dal progetto per i motivi illustrati precedentemente.

Un progetto similare e in corso grazie alla collaborazione del Wildfowl and Wetlands Trust. In questo caso la specie interessata è il Chiurlo anch’essa minacciata. Le uova – che altrimenti andrebbero perse per garantire la sicurezza degli aerei – vengono salvate dai nidi che si trovano nelle vicinanze degli aeroporti del Ministero della Difesa, con i pulcini successivamente rilasciati in altri habitat adatti in Inghilterra.

Tutto questo non tanto per prendere una posizione a sostegno dell’una o dell’altra “fazione” ma per mostrare come sia possibile un dialogo tra le parti che si svolga alla pari e con competenze specifiche più che per partito preso.  La conservazione deve essere una priorità della caccia a dimostrazione di come il vero “animalismo” appartenga alla categoria di chi antepone lo studio ai sentimenti.

Manuela Lai & Giuliano Milana

 

ARTICOLO: THE GUARDIAN