Il “mezzano”: un raro incontro montano

In questa canicola estiva, al riparo dell’ombrellone, le letture estive girano sempre attorno alle nostre passioni. Attualmente sto rileggendo con molto piacere vecchi libri di Alessandro Ghigi, come per altro avrete potuto vedere in altri articoli (qui). A catturare la mia attenzione questa volta è stato il  “mezzano” ovvero l’ibrido tra Gallo forcello e Cedrone. L’ibridazione interspecifica e quel processo, naturale o artificiale, per il quale due animali di specie diverse si riproducono dando vita ad una progenie con caratteristiche genetiche (e spesso, morfologiche) intermedie rispetto alle specie genitrici (parentali). I nati molto spesso risultano sterili ma non sempre e, in tal senso, gli effetti conseguenti per le specie possono dimostrarsi problematici, di fatto i nuovi caratteri introdotti in una specie possono risultare svantaggiosi e portare ad una riduzione della “fitness” (successo riproduttivo) e/o ad un aumento del rischio di estinzione. In altri contesti l’ibridazione può dimostrarsi anche  un motore evolutivo ma questi sono argomenti che esulano dal nostro discorso non prettamente tecnico ma di carattere maggiormente aneddotico. Tornando a Ghigi , in merito a questi ibridi ne parlava così: Non è raro l’incrocio fra urogallo e il fagiano di monte; l’ibrido che ne risulta è noto sotto il nome di Tetrao medius.

Più recentemente nel 1999 J. Porkert, si è occupato di analizzare con maggior dettaglio questi casi arrivando a conclusioni molto interessanti. Gli ibridi più frequenti tra i Tetraonidi sono quelli che si ottengono dall’incrocio tra un maschio di Gallo forcello (Lyrurus tetrix) e una femmina di Gallo cedrone (Tetrao urogallus). L’autore fa un excursus temporale e indica per l’Europa centrale due periodi in cui si è riscontrata una maggior frequenza di tali ibridi. Il primo periodo, tra 1880 e 1920 epoca in cui entrambi i Tetraonidi erano ancora presenti con popolazioni consistenti, coinciderebbe con una forte pressione venatoria nelle zone considerate a carico dei maschi di Gallo cedrone. Il secondo periodo, compreso tra 1950 e 1980, è riconducibile alla forte contrazione delle popolazioni di cedrone. Durante questo ultimo periodo, i pulcini maschi di cedrone avevano un tasso di sopravvivenza minore rispetto alle femmine, e questo spinse le galline adulte di cedrone ad accoppiarsi con dei Galli forcelli.

Ibridazioni, a scopo di studio, sono state condotte nella Stazione di Ricerca sulla Selvaggina di Boda, in Svezia, negli anni ’50. I risultati mostrarono come le galline di cedrone e i galli di forcello si ibridizzino facilmente, mentre gli ibridi tra gallina di forcello e gallo di cedrone siano ottenibili solo artificialmente. Entrambi i tipi di ibridi risultano comunque quasi sempre fertili.

Quindi gli incroci tra i tetraonidi più comuni , anche in natura, risultano essere quelli tra un maschio di gallo forcello e femmina di gallo cedrone. Esiste un nome specifico per questo uccello in molte lingue, è una parola onomatopeica che ricorre in varie lingue sotto forme differenti,  Porkert lo indica come rakkelhøns, in inglese è detto rackelwild, in tedesco rackelhuhn. Negli esperimenti svedesi nacque anche un maschio di F2 dall’incrocio di un ibrido (forcello maschio x cedrone femmina) con una gallina di cedrone. Delle osservazioni effettuate in un’arena con tre maschi ibridi in parata a Øvre Landvik (Aust-Agder, Norvegia) nel 1992 e nel 1994, mostrarono come le galline di cedrone preferiscano accoppiarsi con gli ibridi piuttosto che con i galli forcelli.

Caratteristiche degli ibridi:

Generazione F1

a) Forcello maschio x Cedrone femmina: rakkelhøns (maschi: rakkelhane; femmine: rakkelhøner)

Petto, collo, schiena e solitamente testa del maschio sono neri con riflessi violacei metallici. Le copritrici alari sono marroni. Il sottocoda presenta macchie bianche di grandezza variabile. Becco nero, talvolta con bordo più chiaro. Peso: 1,9-2,6 kg. Il piumaggio della femmina è intermedio tra quello delle femmine delle specie genitrici, ma senza la zona fulva che caratterizza il petto della gallina di cedrone. In entrambi i sessi, le timoniere sono nettamente troncate; quelle più esterne sono un po’ più lunghe di quelle centrali. Le piume del sottocoda sono sempre più corte delle timoniere centrali, come nel cedrone e al contrario del forcello. Le secondarie presentano una fascia bianca, spesso maculata di marrone.

Lyrurus tetrix x Tetrao urogallus: rakkelhane

b) Cedrone maschio x Forcello femmina: storfuglorre

Sono simili ai rakkelhøns, ma il piumaggio delle femmine è più simile a quello delle galline di cedrone.

Generazione F2

‘rakkelhane’ x femmina di Cedrone: rakkelhanestorfugl

Aree dei riflessi su petto e collo più ristrette rispetto al ‘rakkelhane’, ma colorazione più bluastra o verde-violacea. Piumaggio di testa e collo simile a quello del Gallo cedrone. Becco chiaro con zone marroni. Dimensioni, lunghezza della coda e aspetto dei due sessi intermedi tra ‘rakkelhøns’ e Gallo cedrone; le femmine hanno piume bruno-rossicce bordate di castano-nero sul petto.

‘rakkelhane’ x femmina di Forcello: rakkelhaneorre

Maschi simili a grossi Galli forcelli con copritrici alari marroni e penne del sottocoda più corte delle timoniere, bianche con macchie nere. Femmine dall’aspetto intermedio tra le femmine di forcello e le femmine ibride di F1 (rakkelhøner), sia per le dimensioni che per il piumaggio.

Probabile Generazione F3

‘rakkelhanestorfugl’ x femmina di Cedrone

Maschi simili a piccoli Galli cedroni con becco meno massiccio e coda più corta e meno nettamente tronca. Riflessi delle piume del petto colore verde scuro, eventualmente con del verde-bluastro o del viola metallico ai bordi. Peso: 3,22-3,38 kg. Le femmine di questo tipo sono presumibilmente prive di caratteri distintivi marcati, ma i campioni sono stati perduti dalle collezioni indagate.

E in Italia? Oltre a Ghigi ci sono altre informazioni?

Nel volume della fauna d’italia di Baccetti et al, dedicato anche ai tetraonidi nella parte relativa al Gallo Forcello, in un paragrafo dal titolo ‘Anomalie ed ibridazioni’, si parla del Mezzano e di come questi ibridi in Italia non siano comunque molto frequenti. Sempre nello stesso paragrafo si dice: “eccezionalmente questi ibridi possono presentare anomalie di piumaggio. Un soggetto completamente albino è stato catturato a Breno nell’autunno 1973”.

Infine sempre il Ghigi riporta un altro episodio quantomeno singolare: Ad Halle an der Saale, nel 1936, ho venduto due ibridi di fagiano comune con fagiano di monte, nati in una covata di fagiani comuni.

Concludo citando Diderot: “la natura fa ovunque un sublime disordine”……aggiungendo che spesso l’uomo contribuisce in maniera meno sublime a tale disordine!

Giuliano Milana

 

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