Cacciatore: specie in via d’estinzione

Negli ultimi venti anni, i cacciatori si sono più che dimezzati – e l’età media è andata ad aumentare.
Sono un po’ di più nelle aree periferiche, e di meno in quelle metropolitane.
E’ stato un trend costante, con oltre un terzo dei cacciatori che conta oggi tra i 60 e i 70 anni, ancora di più (il 32%) oltre settanta e appena il 7 per cento da 18 a 39 anni.
Numeri che in prospettiva disegnano un possibile ulteriore dimezzamento dei cacciatori di tutta Italia, che entro il 2030 visto il trend saranno ridotti a poche centinaia.
Prendendo spunto dalla conferenza Regionale Toscana che si è svolta nei giorni scorsi, scopriamo che l’uso del territorio: le aree boscate sono cresciute. Sono passate da 983 mila ettari a 1 milione e 209 mila dal 1985 al 2013, il 23 per cento in più, complice la specializzazione agricola (vigne e olive) e l’abbandono dei piccoli poderi promiscui.
Il risultato è che gli ungulati sono aumentati, e con essi i problemi, questi due dati, numerici, da cui non si potrà prescindere nei prossimi mesi.
Ma non c’è solo la caccia agli ungulati, c’è quella alla piccola fauna stanziale e migratoria.
La prima, un tempo tradizionale e diffusa – quella per lo più a lepre e fagiano –, oggi è quasi scomparsa.
I Cacciatori chiedono su questa nuova attenzione: il che vuol dire un rinnovato impegno, ad esempio, sulle zone di ripopolamento e cattura, sugli animali che predano quella selvaggina laddove in sovrannumero, sull’organizzazione anche delle guardie venatorie e della polizia provinciale che deve vigilare.
La caccia non è un elemento distruttivo, rispondono i cacciatori alle critiche che arrivano dagli ambientalisti: la caccia sana e regolata aiuta a ristabilire gli equilibri e dunque è utile all’ambiente e alla gestione del territorio.
Certo se si fissano delle regole, vanno poi rispettate, certo è pure anche l’intrigato quadro normativo che ha reso la caccia scoraggiante per molti, andrebbe totalmente rivisto sia per l’attuale complessità normativa e sia per l’oramai esiguo numero dei seguaci di diana ridotto a numeri cosi esigui da non poter più spaventare nessuno in termini di prelievo.