Sardegna: interi raccolti persi a causa di danni dei cinghiali e delle cornacchie

Ancora Sardegna e ancora danni ad un settore trainante per l’economia isolana, quello dell’agricoltura. Dopo le cornacchie, che hanno insediato i raccolti nelle campagne oristanesi adesso sono arrivati anche i cinghiali.
Nulla di nuovo per gli agricoltori, ormai abituati ad una difficile convivenza con la fauna selvatica, ma l’emergenza sembra essere arrivata a livelli decisamente insostenibili.
La situazione sta precipitando al punto che diversi agricoltori dichiarano di aver praticamente perso l’intero raccolto e che i fondi per i risarcimenti sicuramente non basteranno. L’esasperazione ha portato  a chiedere l’intervento del prefetto di Oristano, Gennaro Capo, per sollecitare l’intervento di provincia e regione.

La situazione ambientale restituita è quella di un equilibrio ormai profondamente alterato tra ambiente ed attività agricole, con varie specie responsabili di ingenti danni e apparentemente fuori controllo. Danni a carico di angurie e meloni ma anche ortaggi, coltivazioni fondamentali per l’economia locale; non sarebbero risparmiate nemmeno le manichette degli impianti di irrigazione a goccia, prese di mira dalle cornacchie che le bucano in cerca di acqua.

L’idea di rivolgersi direttamente al prefetto è frutto dell’inerzia e dei tempi mai brevi della politica nell’affrontare determinati problemi. Regione e provincia si rimbalzano le responsabilità della mancata attivazione del piano di controllo per la cornacchia grigia mentre tra gli agricoltori crescono i malumori e la mancanza di fiducia nelle istituzioni.

Noi, dal nostro canto, siamo convinti che la via d’uscita passi attraverso un patto tra cacciatori ed agricoltori attuato seguendo un approccio tecnico alla problematica, a partire dai censimenti fino alla pianificazione degli interventi di controllo.