Una Pre-Apertura un po’ speciale

Vi chiederete, perché un po’ speciale…???
Beh, vorremmo che lo fosse, per un modo di intendere e vivere la caccia un po’ diverso, quindi a nostro avviso “speciale”.

 Siamo per natura un po’ sognatori, ma in fondo lo sono tutti i seguaci di Artemide…pertanto vorremmo continuare a condividere con Voi questo nostro pensiero, con la speranza di riuscire a promuovere ed a incentivare un sistema un po’ diverso di intendere la caccia; tutto ciò passerebbe attraverso un cacciatore più consapevole e attento verso le problematiche ambientali, il rapporto con i colleghi (vedi discussioni per aggiudicarsi la postazione di caccia) e il valore riconosciuto al selvatico.
Eccoci allora a sognare (calendari venatori regionali permettendo) di potere assaporare questo piccolo sorso residuo di caccia estiva.
Certo, i primi di settembre si rischia veramente che le tanto attese Africanelle siano già in buon numero partite per l’Africa, però il cacciatore ben sa che nelle zone adatte ove vi siano ancora abbondanti pasture e abbeverate garantite ci si potrebbe ancora divertire.
Per molti di noi cacciatori un po’ più attempati è ancora vivo il ricordo delle aperture agostane…che in molte regioni davano la possibilità di praticare la caccia sia da appostamento che in forma vagante ai classici “estatini” come Quaglia e Tortora.

Poi, non dimentichiamoci che alcune regioni sin dalla Prè apertura consentono la caccia in deroga allo storno, anche se con vari paletti…e che avremo pure a disposizione una serie di specie opportuniste quali alcuni corvidi, questi anche se non rivestono un ambito prettamente culinario, sarebbe bene cacciarli perché faremmo un gran bene all’ equilibrio ambientale.
Sempre alcune regioni, potrebbero consentire la caccia da appostamenti ad alcune specie di anatidi e pure al colombaccio.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, ci piace ricordare un vecchio trucco teso a non farci dimenticare le cose più importanti prima della ns. uscita a caccia.

FULICAQUAM: Le sillabe di questa strana parola comprendono le 5 cose da non scordarsi mai:

-FU…cile

-LI…cenza

-CA…rtucce

-QUA…ttrini

-M…angiare

Questa parola, che pur banale ci può essere di vero e serio aiuto, fu ispirata dal nome latino della Folaga (FULICA) con una utilissima aggiunta.

Come abbigliamento, premettendo che a noi non piace la tenuta da “rambo” stante le alte temperature meglio affidarsi a capi in fibra naturale comodi e traspiranti…essendo caccia da appostamento, la calzatura dovrà essere comoda e molto traspirante…essendo in piena estate e normalmente su terreno asciutto non serviranno necessariamente calzature pesanti…però, stante la frequente guazza mattutina meglio se del tipo con membrana impermeabile.
Importantissimo poi il copricapo che dovrà avere doti eccellenti di protezione dai raggi solari, traspirabilità e mimetismo.
Nella borsa però non mancherà un piccolo ombrello per eventuali scrosci estivi, sempre possibili e un piccolo capo più pesante utile la mattina presto.

A noi piace tanto rispolverare vecchi capi di abbigliamento a cui sono legati tanti ricordi…anche per la buffetteria adoriamo le vecchie cartuccere e borsine in cuoio o tela olona…i vecchi foderi sempre in cuoio o tela…insomma la plastica poco ci piace…anche se riconosciamo la sua versatilità e praticità.
L’attrezzatura, essendo principalmente dedicata alla caccia da appostamento temporaneo dovrà comprendere un ottimo capannino in tela mimetica, possibilmente a doppio telo per evitare che possa cedere troppo in trasparenza…sarà poi ns. cura mimetizzarlo con un po’ di arbusti di risulta reperibili sul posto, facendo attenzione alle leggi regionali che prevedono severe sanzioni se si prelevano rami da piante protette.
Importantissimo pure un adeguato e comodo sgabellino che ci consentirà nei momenti di stanca un po’ di riposo alla schiena.
A seconda delle specie che si insidieranno e a rispetto delle leggi regionali, potremo avvalerci di stampi, giostre, e/o piccioni domestici addestrati all’uopo.

Le armi saranno un po’ le dolenti note che ci tartasseranno la mente nelle serate che precederanno la Prè apertura…prenderò questo, porterò quello…che calibro sceglierò?
Qualsiasi sia la Vostra scelta il risultato finale sarà dettato da un insieme di fattori le cui variabili purtroppo non saranno del tutto prevedibili.
Scendendo un po’ di più nel dettaglio…. controllo e verifica generale dell’all’arma (interno canne, la meccanica, le manigliette e lo stato della cinghia di trasporto) eventualmente da fare eseguire, se non si ha quel minimo di competenza da un armaiolo di fiducia.
Ricordiamoci che un percussore che si rompe, un estrattore che non funziona, il semiauto che non riarma, sono inconvenienti che possono rovinare la nostra giornata di caccia.
Spesso il cacciatore non cura a dovere a fine caccia la normale pulizia e controllo dell’arma…e questo non va bene, pertanto è bene vincere la stanchezza e procedere sempre, prima di riporre l’arma ad almeno una sommaria pulizia e verifica.
Oggi sono molto in auge i calibri dal 20 in giù…a nostro avviso, in queste tipologie di cacce, salvo casi particolari scendere al di sotto del cal. 20 non è consigliabile…questo perché può accadere che, a causa delle prime fucilerie i selvatici passino al limite del tiro o che, come nel caso delle africanelle sfreccino a velocità elevata.
Comunque, ognuno si senta libero di scegliere ciò che più gli piace…anche perché il carniere è si importante, ma ancora di più, a ns. avviso lo è anche un piccolo risultato ma realizzato come piace a noi.

La cartuccia, ahi ahi…altra nota dolente e foriera di innumerevoli discussioni tra amici e appassionati, specie nei giorni che precederanno la tanto agognata Prè apertura.
Il mercato offre una scelta vastissima in cui però, non sempre il Nembro te si sa districare; anzi spesso rischia, magari abbagliato da una confezione accattivante di ritrovarsi con cartucce poco adatte al tipo di caccia e al periodo afoso.
Come oramai ben saprete, noi siamo promotori nel cercare di usare il più possibile una cartuccia con all’interno un borraggio di tipo biodegradabile…purtroppo però, al momento per chi non ricarica le proprie cartucce e quindi si deve rivolgere al prodotto commerciale, la scelta è abbastanza limitata.
Nel cal. 12 possono essere più che valide le cartucce da tiro con 28 g. di pallini del 7 ½ specie per le africanelle.
Doveroso fare pure un accenno al cal. 16…ottimo calibro che negli ultimi anni, grazie anche al Club è t riemerso da un ingiustificato limbo; in questo calibro, ad esempio per le africanelle risultano equilibrate e indicate le 28 grammi con piombi n 8 oppure 7 ½ .
Per il tanto in voga cal. 20, cartucce da tiro con 24 g. di pallini 9 ½ o 28 g. del 7 ½ possono essere ottime.
Per il cal. 28 sempre nel campo dei prodotti da tiro a volo si trovano ottime 21 g del 7 ½.
Anche nel cal. 410 possono rivelarsi indicate tutte quelle cartucce da tiro a volo con circa 18/19 g. di pallini del 7 ½.

In linea generale, stante il periodo di solito è afoso, consiglieremmo di rivolgersi verso cartucce caricate con ottime polveri monobasiche…le polveri a doppia base, a causa dell’alto contenuto di nitroglicerina con il caldo tendono ad alzare repentinamente le pressioni in canna e le velocità, producendo rinculi severi e forte riscaldamento delle canne. Se invece la Prè apertura la faremo in vasca agli anatidi può essere utile ricorrere a buone cartucce caricate con polveri a doppia base, specie all’alba visto l’ambiente assai umido.
Chiaro che, chi è appassionato di ricarica, potrà sbizzarrirsi certamente al meglio…specie utilizzando componentistica “eco” cosa che a noi farebbe un gran piacere.

Ci piace rievocare un po i nostri ricordi di bambini…quando, le sere di estate e con luna buona i ns. Nonni e padri ci coinvolgevano nel rituale di preparazione delle cartucce…struggenti ricordi di una pratica che ha contribuito a formarci come cacciatori e caricatori.
-Foto S2 –Polvere Acapnia e borraggio incoerente

-Foto S3 – Polveri del passato foriere di struggenti ricordi

Vorremmo richiamare il Cacciatore, sia esso esperto o alle prime armi a non abbassare mai la guardia sul fattore SICUREZZA.
Quindi, prima dell’uscita a caccia, come anche alla fine della giornata venatoria, avere sempre cura di controllare attentamente armi, munizioni e attrezzature varie…ricordando sempre che il momento del “bischero” come si dice in Toscana è sempre dietro l’angolo e può essere tragico per noi e per gli altri.
Tenere ben presente poi, che in condizioni di afa e temperature elevate, stando tante ore esposti al sole, sarà necessario avere una buona scorta di bevande non zuccherate, meglio se acqua naturale…al fine di reidratarsi continuamente.

Concludiamo sperando di essere stati utili, se non altro per riaccendere in Voi quella scintilla meravigliosa che si chiama CACCIA.

In bocca al Lupo

Lorenzo Belli – Giuseppe Curcurù