Affonda la caccia in Sicilia istituti faunistici ed indotto a rischio

Apprendiamo con preoccupazione che la Regione Sicilia non ha ancora pubblicato il Calendario Venatorio 2019/2020, il dirigente del Servizio 3 caccia e pesca scarica la colpa all’assessore Edy Bandiera e mentre l’assessorato latita è stato espresso il terzo parere negativo sulla bozza del calendario venatorio presentato  contrariamente a quanto previsto dalla legge regionale 33/97, che prevede la pubblicazione entro la metà di giugno. 

Un atteggiamento ingiustificabile e spregiudicato che indebolirà sempre più quell’inizio di wildlife economy tanto ricercata anche dagli appassionati fuori regione, insomma un altro duro colpo per quell’economia legata al mondo della caccia siciliana. 

I cacciatori regionali, in particolare per l’AA.TT.CC. PA2 e PA1, a tutt’oggi, non sanno se sono stati ammessi per svolgere l’attività venatoria poiché la ripartizione faunistica venatoria di Palermo ha perso le richieste di ammissione; tutti hanno dovuto quindi riprodurre la documentazione a suo tempo spedita con raccomandata A.R. o protocollata direttamente all’ufficio competente. 

Gli esperti sono già al lavoro per quantificare il danno alle aziende agro turistico venatorie che senza la preapertura ( periodo preferito dai cacciatori extra regionali)  a danno perdite per circa l’80% del fatturato annuo su base delle prenotazioni ad oggi confermate a mezzo caparra per le giornate del  01 e 02 settembre 2019. 

Per il mancato introito delle  aziende, alberghi, ristoranti sarà inevitabile una class action nei confronti dei funzionari coinvolti!  a cui si potrebbero aggiungere armerie siciliane in  crisi per la mancata vendita di  armi e munizioni a causa della mancanza dei calendari venatori.  

Nulla di buono per la gestione faunistica siciliana, ora c’è da chiedersi quanto veramente alle amministrazioni sta a cuore questo comparto sociale e, soprattutto, quante responsabilità si stanno assumendo nei confronti delle categorie danneggiate.