Figli di un Orso minore…..

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Non è sopravvissuta all’impatto con un veicolo l’orsa marsicana che è stata ritrovata ieri sera, poco dopo le 21:30, all’altezza dello svincolo che dalla statale 652 (Venafro-Castel di Sangro) porta a Rionero Sannitico, un piccolo centro (1100 abitanti) nell’altomolisano. La segnalazione alle autorità locali è arrivata da alcuni automobilisti che hanno visto l’orsa agonizzante riversa a bordo strada, quindi quando era passato sicuramente del tempo dal probabile impatto con un camion. L’orsa è morta un’ora dopo, quando i veterinari sono giunti sul luogo ormai non c’era più nulla da fare.

Sul posto sono giunti i carabinieri forestali che hanno provveduto ad attivare i soccorsi. Dalle prime indiscrezioni sembra che il veterinario sia arrivato da Pescasseroli inviato dagli addetti del vicino Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise, trattandosi di un intervento fuori parco i tecnici hanno fornito il loro supporto esclusivamente a tutela dell’orso marsicano.  Non si esclude che possa trattarsi dello stesso orso avvistato nei giorni scorsi a ridosso del territorio dello stesso comune di Rionero Sannitico e per il quale il sindaco, Palmerino D’Amico, aveva emesso un’ordinanza per scoraggiare la cittadinanza ad avvicinarsi alla fauna selvatica. Sono state avviate le indagini per cercare di risalire al responsabile dell’investimento che, a quanto pare, è prontamente fuggito.

Questa che solo apparentemente può sembrare ai più una classica notizia estiva, senza troppe velleità di cronaca, in realtà dovrebbe essere urlata a piena voce e sostituire riga dopo riga quanto scritto ormai da mesi sul più famoso M49. Questo perché ci troviamo di fronte ad una situazione diametralmente opposta dal punto di vista conservazionistico. Come abbiamo scritto su queste pagine, proprio in riferimento all’ipotesi di trasferimento di M49 in Abruzzo (qui), siamo alle prese con un’altra specie (o sottospecie) e, soprattutto, con altre priorità di conservazione. L’orso bruno marsicano è un endemita dell’Italia centro-meridionale, che resiste con una popolazione stimata di circa 50 individui distribuiti in un areale corrispondente al parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed altre aree protette limitrofe. A livello nazionale l’orso marsicano è considerato CR (Critical Endagered), quindi ad elevato rischio di estinzione. La perdita di una femmina adulta è un colpo ancora più duro, soprattutto in relazione al fatto che questo individuo, in probabile dispersal, “tentava” di colonizzare nuovi territori.

Non ci meraviglieremo del fatto che questa notizia passasse presto in secondo piano, siamo sempre più disposti a perdonare o a dimenticare un evento imputabile ad un’azione di routine quotidiana, come guidare la macchina e considerarla quasi come una conseguenza inevitabile. Concentriamo la nostra attenzione sul gesto, sull’individuo e quasi mai sulla specie. Per molti il ragionamento potrebbe essere ”se si può ipotizzare di sparare ad un orso bruno in Alto Adige figuriamoci se un “incidente” possa considerarsi più grave”.  Nella sostanza invece sparare ad un orso bruno in Alto Adige è un evento ai limiti del trascurabile, mentre quanto accaduto a Rionero Sannitico ci pone di fronte ad un problema di difficile gestione nella conservazione di una specie in pericolo di estinzione.

A ben guardare, la questione dell’orso marsicano sembra riproporre in maniera paradigmatica alcune questioni storiche del nostro Paese, apparentemente incapace di creare le condizioni che consentano di utilizzare sapientemente le eccezionali risorse ambientali e culturali uniche soprattutto del Mezzogiorno senza andare a minarne alla base la conservazione a lungo termine.

Vi è, poi, un aspetto non affatto trascurabile, relativo alla difficile gestione dell’orso fuori dai territori delle aree protette. In questi casi, mancando un’adeguata strutturazione normativa ed organizzativa, ci si affida alla buona volontà dei tecnici dei parchi, in forza del principio – invalso nel diritto amministrativo – della “leale collaborazione fra enti”. Qui si annida uno dei tanti punti deboli del Patom, nonché vi si scontrano le più che discutibili nomine dei propri rappresentanti effettuate dalle Regioni, sovente frutto di accordi, amicizie o favori politici, piuttosto che ponderate in forza della capacità tecnico-organizzativa e curriculare dei preposti. Allo stesso modo, viene alla luce il deficit gestionale di una inesistente sinergia in grado di coprire la tutela e la gestione dell’orso marsicano in tutti i corridoi faunistici e gli areali d’espansione.

Giuliano Milana, Spartaco Gippoliti, Giacomo Nicolucci

 

Ecco alcune foto ed un video dell’orsa ancora in vita: