Caccia: tanti pretendenti per nessun trono

Dopo la gran bagarre delle aperture e la feroce campagna di tesseramento, leggo da un po’ di giorni parecchi commenti e improperi sulla pre apertura pareri contrastanti e prese di posizione anche violente. Il tutto sempre condito da quelli sono bracconieri, quelli sono fessi e nessuno che dica … questi siamo noi cacciatori. Invidiosi Ignoranti e pensare che ancora la caccia non si è aperta figuriamoci domenica quanti commenti, quanti carnieri da mostrare e quanti io uso il 410 io il 20 perché io sono sportivo e tu no.
Leggo che qualcuno vuole fare un partito, una unica associazione, ma quando… se non andiamo d’accordo neanche quando andiamo in campagna.
Qualcuno si illude ancora di riunire un così frammentato mondo? utopia, purtroppo solo fantasia dettata dalla buona fede dalla speranza di costruire un qualcosa di serio fino a quando non cambieremo la mentalità del cacciatore nessuno riuscirà a unire niente.
Ci stiamo auto distruggendo, ancora non abbiamo capito la forza che abbiamo, continuiamo a pensare al solo nostro orto buttando diserbante in quello del nostro vicino, bè così non si va da nessuna parte e molti lo scopriranno quando sarà tardi.
A questo vorrei aggiungere il grave danno che stanno provocando quelle che si auto definiscono associazioni regionali talvolta anche riconosciute ai tavoli locali ma composte da persone senza scienza e competenza.
È il caso di alcune associazioni siciliane venditrici di polizze senza averne titolo o contratto che usano un semplice agente compiacente per sviluppare campagne di tesseramento fai da te, ci sarà pure un motivo le la vecchia 157/92 ne riconosce solo sette?
Da ultimo vorrei fare una menzione d’onore alla Federazione Caccia delle due Sicilie che in modo esilarante, C H I E D E alla Commissione Europea ed alla Corte Europea per i diritti dell’uomo, di far adottare un calendario venatorio europeo unico di base per tutti gli stati membri dell’UE di latitudine simile all’Italia e cioè per quanto riguarda: Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Croazia.
Di far adottare per tutte le Regioni Italiane un calendario venatorio unico per le specie migratorie, la soppressione dell’Ispra ormai ritenuto un organo politico e non più scientifico perché esprime pareri non supportati da precisi rilevamenti locali in quanto non ha di fatto organi periferici funzionali in buona parte d’Italia ed è addirittura del tutto assente in Sicilia.
Signori non vi lamentate se i calendari venatori vengono puntualmente sospesi, la colpa sta proprio in questi atteggiamenti.
Invece di manifestare contro un assessore che in maniera prudente presenta un calendario venatorio ristretto, pretendete che le Regioni facciano un piano faunistico serio e che si preoccupino di fare i censimenti, la legge è chiara e basta applicarla non interpretarla.

Ai prossimi giorni quando quasi sicuramente parleremo della sonora sconfitta al calendario Abruzzese