Guardie Volontarie Venatorie e Guardie Ittiche Venatorie

Generalmente le guardie volontarie espletano il proprio servizio sul territorio indossando un’uniforme, la cui foggia deve essere approvata dalla Prefetto della provincia di competenza, previo parere del comando militare. Alle guardie venatorie volontarie è vietato l’esercizio venatorio durante l’esercizio delle loro funzioni.
Vi consigliamo quando possibile di registrare un video in caso di controllo, e di essere accompagnati da un testimone. Usate sempre gentilezza e moderate le parole anche difronte a palesi provocazioni, mostrate ciò che vi chiedono ma sempre nelle vostre mani. Nel caso vi sentiate vittime di soprusi moderate le vostre reazioni e chiedete l’intervento al 112.

Facciamo un po’ di chiarezza in merito alla figura, delle guardie volontaria venatorie (GVV) o guardie giurate volontari venatori (GGVV), che ricorrono spesso nei post e nei discorsi dei cacciatori.

Fondamentalmente di tratta di una figura autorizzata a svolgere l’attività di vigilanza sulla caccia in Italia, che consiste nel controllo sull’applicazione della Legge n. 157 del 1992 e delle rispettive leggi regionali del luogo in cui si svolge l’attività medesima. La figura è prevista principalmente dall’articolo 27, comma 1, lettera b) che recita:

L’art. 27 della legge 157/1992 stabilisce infatti che la vigilanza venatoria venga affidata a: agenti alle dipendenze degli enti locali delegati, ai quali viene riconosciuta la funzione di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, alle guardie comunali giurate comunali, forestali e campestri i quali, per una normativa risalente al 1907 sono considerati agenti di pubblica sicurezza, alle guardie volontarie delle associazioni venatorie, ecologiche e zoofile e alle guardie giurate private.

Le guardie venatorie derivano dalla vecchia, seppur più romantica, figura del guardacaccia; devono essere membri di un’associazione venatoria, oppure agricola o di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’ambiente. La nomina arriva direttamente dal Presidente della Provincia o dal Sindaco della Città metropolitana (o loro delegati) territorialmente competenti, ai sensi dell’articolo 163, comma 3 del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Le stesse autorità sono responsabili dei corsi formativi abilitanti, di fatto la legge nazionale (art. 27, comma 4) prevede che le aspiranti guardie volontarie siano in possesso di un attestato di idoneità rilasciato dalle regioni previo superamento di apposito esame.

Le guardie volontarie venatorie dipendendo dalle associazioni venatorie, agricole o di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’ambiente. Lo svolgimento della propria attività, in regime volontario e gratuito, è coordinato nelle province in cui operano dai comandi di polizia provinciale o dagli uffici faunistici delle amministrazioni provinciali.
Svolgono principalmente il controllo del prelievo venatorio, l’attività anti bracconaggio, il controllo dei permessi per lo svolgimento dell’attività venatoria.
Durante l’espletamento dell’attività di vigilanza, le guardie volontarie sono inquadrate come incaricati di pubblica funzione e come tali rivestono la qualifica di pubblico ufficiale e agente di polizia amministrativa è loro consentito, qualificandosi attraverso tesserino di riconoscimento, di richiedere ai cacciatori:

  • di fornire le proprie generalità.
  • di favorire il controllo i documenti (licenza di porto di fucile ad uso caccia, tesserino venatorio e assicurazione).
  • di controllare le attrezzature da caccia (incluse le armi da caccia e i richiami),
  • di controllare i cani al seguito e il carniere della selvaggina abbattuta.

In caso di accertata violazione amministrativa, possono redigere il verbale di accertamento e contestazione (nella sola materia venatoria), notificandolo a mani contestualmente al trasgressore presente in loco.
Per quanto riguarda l’efficacia probatoria, il verbale di contestazione costituisce un atto pubblico e fa quindi piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

La normativa vigente non attribuisce alle guardie volontarie venatorie la qualifica di agente di polizia giudiziaria (al contrario delle guardie volontarie ittiche), pertanto:

  • non possono operare alcun tipo di perquisizione (ad esempio di autoveicoli o immobili)
  • non possono eseguire il sequestro amministrativo cautelare di armi, fauna e mezzi di caccia né rilevare alcun illecito di natura penale: in questi casi, le guardie volontarie venatorie devono chiedere l’intervento degli organi di polizia.

Un caloroso imbocca al lupo per la prossima stagione venatoria!!!