Le avventure di due beccacce

Riportiamo un interessante studio seguito dalla “Game&Wildlife Conservation Trust” nel quale si parla di un argomento particolarmente importante: il monitoraggio satellitare delle migrazioni nelle popolazioni di beccacce.

Rotte migratorie dei due esemplari Fonthill Abbie II (A) e Wensum (W)

In tale studio, sono stati monitorati, tramite applicazione di ricetrasmittenti satellitari, due esemplari. Il primo dei due, chiamato Fonthill Abbie II (A),  è stato classificato, al momento della cattura nel Wiltshire nella primavera del 2016, come individuo giovane (di un anno). Probabilmente è nato nella primavera del 2015, questo significa che Abbie ha compiuto il suo quarto anno di vita, ed in ciascuno di questi quattro anni ha fornito dati sulla migrazione. La prima migrazione primaverile che è stata seguita nel 2016, è stata la prima che Abbie avesse mai intrapreso e migrò verso un sito di riproduzione nella Russia occidentale, a sud-ovest di San Pietroburgo. Ha compiuto lo stesso viaggio in tutti gli anni successivi e ci offre un’interessante opportunità per osservare come la migrazione, dello stesso esemplare, cambi rotta da un anno all’altro.

Ma, quanto osservato, impallidisce rispetto al vero veterano di Woodcock Watch: Wensum (W). Wensum è una beccaccia catturata a Norfolk nella primavera del 2013. È di gran lunga la beccaccia che ha permesso di raccogliere il maggior numero di informazioni dell’intero progetto.

Quando è stata catturata per la prima volta e dotata di trasmittente aveva più di un anno (l’età è stata determinata dall’osservazione del piumaggio). Attualmente questo esemplare dovrebbe avere almeno otto anni, probabilmente anche di più. È stata  vista compiere la medesima migrazione di 1.300 km dalla Germania alla Finlandia, ogni anno dal 2014 e, nonostante ciò, non è mai tornata a Norfolk.

Wensum ha trascorso la stagione riproduttiva nel solito sito finlandese e ha “trasmesso” a fine estate (31 agosto) dimostrandosi ancora in vita. Wensum è uno dei veri eroi del progetto “Woodcock Watch”; questo non solo per l’enorme mole di dati ma anche per le dettagliate informazioni che ha restituito in merito alla migrazione della specie.

Studi come questi, ed i relativi dati che da essi vengono estrapolati, sono fondamentali per monitorare lo “stato di salute” delle popolazioni di Scolopax rusticola e, per tali motivi, sono da supportare e promuovere. Da cacciatori dovremmo porre maggiore attenzione ed impegnarci a diffondere i risultati di queste ricerche e, se possibile, collaborare in progetti volti a garantire il monitoraggio e la conservazione di una specie così emblematica e oramai “totemica”. Specie che tanto ci regala ogni anno in emozioni e ricordi e che grazie a questi studi potrà regalarci anche in futuro.

Manuela Lai & Giuliano Milana

Fonte: qui