Lo strano caso delle guardie volontarie Umbre

WWF Umbro: Tante querele, dirigenti iscritti nel registro degli indagati e ciò nonostante continuano con sospetto ad operare in maniera quasi compulsiva sul territorio.

Dopo l’ordine del giorno con cui la Provincia di Perugia chiede alla Regione di annullare le multe fatte ai cacciatori da parte di guardie ambientali volontarie che un anno fa non erano in possesso del decreto provinciale, il caso dei controlli in materia venatoria torna di attualità nell’Umbria segnata dalla campagna elettorale.
Ma il dirigente del Wwf chiamato in causa afferma di non aver ricevuto ad oggi alcuna notifica di rinvio a giudizio. Pur confermando, per la sua attività di controllo dell’attività venatoria, di aver ricevuto querele nel tempo ed anche recentemente, per abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Iscrizioni nel registro degli indagati che in alcuni casi si sono chiuse con l’archiviazione e una contro indagine d’ufficio per calunnia nei confronti di chi lo aveva chiamato in causa, altre con indagini presumibilmente ancora in corso.
Ma in attesa di eventuali notifiche da Spoleto o da altri Tribunali, il coordinatore del Wwf si dice sereno ed assicura che lui e le altre guardie volontarie sono ancora in possesso del decreto della Provincia di Perugia e proseguiranno con le consuete attività di controllo per sanzionare eventuali violazioni: “Il decreto della Provincia di Perugia – comunica – è valido e stiamo operando con i controlli, come fatto dall’inizio della stagione venatoria“. Insomma, attenzione ai cacciatori che scelgono la strada del muro contro muro.

Infine vista la reiterata serie di vicende che coinvolgono i nucleo umbro delle guardie provinciali, ci si aspettava almeno un po’ di chiarezza da parte delle istituzioni per quello che sembra essere più una guerra santa personale piuttosto che un servizio alla comunità, il sensazionalismo mediatico che molto spesso viene ricercato proprio da questo nucleo specifico ci fa dubitare che oltre alla legittima missione di controllo del territorio ci sia qualcosa di troppo personale da parte di alcuni componenti dello stesso.