In Spagna i lupi si stanno specializzando negli attacchi ai cani da caccia

Non molto tempo fa, in uno dei primi articoli pubblicati (qui) avevamo lanciato l’allarme e, mentre in Italia si dibatte ancora sul fatto che la braccata arrechi disturbo alla fauna selvatica, in primis al lupo, altrove viene confermata quella che era anche la nostra ipotesi, ovvero che il lupo imparasse a trasformare quello che alcuni uomini chiamano disturbo in opportunità.

Óscar García, guardia del Coto di Pola de Allande racconta, in un articolo apparso sulla rivista spagnola Club de Caza, un problema molto serio che i cacciatori e gli allevatori stanno vivendo in quella zona delle Asturie. il ​​29 settembre dei cani da seguita  appartenenti ad alcuni cacciatori locali  sono stati attaccati dai lupi:
«Abbiamo un problema molto serio nell’area. I lupi si sono specializzati nell’attaccare i nostri cani. Hanno imparato che quando c’è “movimento” è per loro facile trovare i cani nella boscaglia. Li aspettano, li osservano e li attaccano a pochi passi dai cacciatori, in piena caccia. Stiamo molto attenti, cerchiamo di essere il più vicino possibile ai cani che sono tutti dotati di un collare GPS … ma i lupi attaccano sempre con maggiore rapidità e sempre più a ridosso dei cacciatori. Hanno perso qualsiasi forma di timore nei nostri confronti ».

L’ultimo attacco:

«Nella riserva intorno alle 15:00, i cacciatori hanno iniziato a sentire i cani guaire. Dai palmari era evidente che i cani fossero fermi in un posto e non si muovevano da lì. Tutti qui ormai sanno che quando questo succede, è perché i lupi hanno attaccato i cani. Non erano lontani, quindi i cacciatori si sono avvicinati rapidamente in quella zona. Nel frattempo, hanno attivato il suono dei collari. Penso che sia stato proprio questo che li ha salvati, i lupi sicuramente sono stati spaventati dal suono e sono scappati».
Le foto scattate sono molto eloquenti i cani, due femmine di razza griffon cantabrica asturiana, ne sono usciti gravemente feriti. Tutto è accaduto nel mezzo di una braccata al cinghiale, ma i lupi avevano chiaro l’obiettivo : “Si sono abituati ad attaccare il cane perché per loro è sicuramente una preda più facile rispetto al cinghiale“, conferma Oscar.

I cani stanno molto male” dice sempre Oscar, dicendo che nella stessa zona i lupi hanno ucciso di recente un suo cane. «Hanno lasciato solo la testa. Era un cane eccezionale. Stavamo “allenando” quando il GPS mi disse che era fermo nello stesso posto da troppo tempo. Sono andato immediatamente ed era rimasta solo la testa del mio cane. Era un grande cane ”, conclude la guardia ricordando il suo compagno perduto.


La densità dei lupi nella zona è in aumento e i cani sono purtroppo facili prede. È stato chiesto sempre ad Oscar cosa si può fare per affrontare questo problema, ma la risposta è eloquente: “Ci sono sempre più lupi. Hanno fame e attaccano in pieno giorno. È sempre più pericoloso uscire in montagna. Le quote relative al controllo della popolazione dei lupi, per esempio, quest’anno sono state stabilite in 42 esemplari, vedremo quando finirà la campagna gli eventuali risultati… ».

I casi di predazione sui cani sono ormai diversi:
– Un anno fa i lupi hanno divorato un cane da caccia a Cangas del Narcea.
– Alla fine di settembre dello stesso anno un cane è stato divorato in pochi minuti durante una braccata al cinghiale. Il proprietario è arrivato in tempo per vedere  quattro lupi mentre  facevano a pezzi il suo cane.
– Cinque mesi fa, i lupi hanno attaccato e divorato un cane pastore tedesco a Lugo. Era a guardia della casa e né la vicinanza della civiltà né la vicinanza degli esseri umani hanno fermato i predatori.
– A La Coruña i lupi hanno portato via e ucciso due cani di un cacciatore; un altro risulta scomparso. In questo caso i lupi sono arrivati fino a casa del cacciatore, hanno preso i due cani e li hanno portati in un bosco per poi divorarli.

Infine al guardiacaccia è stato chiesto un parere anche in merito agli allevamenti presenti nella zona e se è possibile che si verifichino attacchi anche a carico del bestiame
«Altro, se possibile. Si sono verificati attacchi durante tutto l’anno. Un paio di allevatori in città stanno per abbandonare l’attività perché vengono lasciati senza animali ».

Tutto questo ci ricorda quanto avevamo affrontato anche in questo articolo (qui), non è nostra volontà quella di creare allarmismi ma è chiaro che la situazione risulta complessa ed ogni giorno si complica ulteriormente. Fare finta di nulla è forse una scorciatoia, un sospiro di sollievo prima del baratro.

 

Giuliano Milana