Coldiretti: Fermiamo i cinghiali ormai problema incontrollabile

Migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini, esponenti istituzionali e ambientalisti contro l’invasione di cinghiali (più che raddoppiati in Italia negli ultimi dieci anni, si è superata quota 2 milioni) e animali selvatici.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del problema, gli agricoltori della Coldiretti hanno provocatoriamente portato in piazza un pentolone gigante di polenta e di spezzatino di cinghiale, oltre a cartelli con le foto degli incidenti provocati sulle strade del Paese (10mila all’anno causati dagli animali selvatici, 13 morti da gennaio a settembre 2019, erano stati 11 nel 2018).
L’eccessiva presenza di selvatici rappresenta un rischio – evidenzia la Coldiretti – per l’agroalimentare italiano visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo lo studio Coldiretti/Symbola con ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione Europea tra formaggi, oli extravergine di oliva, salumi e prodotti a base di carne, vini, panetteria e pasticceria.
Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279mila imprese agricole presenti nei piccoli Comuni con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.
L’iniziativa intende mettere sotto la lente d’ingrandimento l’emergenza nazionale per le incursioni dei cinghiali come conseguenze anche dell’abbandono delle aree interne, e che causano problemi di sicurezza, economici e ambientali, con inevitabili riflessi sul paesaggio e sulle produzioni.