Canarie: Luci ed ombre di una caccia in declino

I cacciatori delle Isole Canarie, divisi nei calendari e con il divieto di esercitare la loro attività a Fuerteventura, affrontano una nuova stagione con luci e ombre, e la sensazione che per loro ogni volta ci siano sempre più ostacoli.
Il calendario di quest’anno è diversificato tra le isole, a Gran Canaria l’apertura è il 4 agosto, è chiuderà il 27 ottobre , mentre a TenerifeChiderà il 10 novembre.
La scadenza è prorogata a La Palma, dove terminerà il 1° dicembre, anche se nell’ultimo mese è proibito l’uso dei furetti, mentre a La Gomera è possibile uscire con i cani su pernici ma solo in addestramento ne consegue che per i cacciatori delle canarie sarà permesso cacciare per solo 25 giorni circa.
Secondo, Antonio Porras, presidente della Federazione di gestione della caccia di Tenerife, la stagione è simile a quella dell’anno scorso, ma, pur attribuendo il declino anche alla riduzione dei giorni in calendario, ritiene che i problemi siano dovuti ad altre restrizioni, come quelle imposte alle specie cacciabili.
Il numero dei cacciatori negli ultimi 20 anni ha visto un forte declino, dai circa 25.000 cacciatori federati nelle Isole quasi nullo il ricambio generazionale, ora sono circa 18.000; a Tenerife, sono passati da circa 8.000 a 5.000.
A questa situazione si aggiungono, da anni, i problemi come le malattie dei conigli (come le emorragie e le malattie virali, soprattutto sulla costa).
La polmonite devasta il 90% delle prede e appare quando inizia la stagione, ma a suo parere l’aspetto peggiore è che le amministrazioni non prendono provvedimenti.
La cosa curiosa, sottolinea, è che sono stati gli stessi cacciatori che, a Tenerife, hanno eliminato l’uso del fucile da caccia per il coniglio a partire dal 2011, pur sapendo che questo potrebbe ridurre l’attrattiva della caccia, ma consapevoli che è stato un passo decisivo contro il drastico declino degli esemplari.
Un altro ostacolo, è la legge per la protezione degli animali e la caccia, promossa dal precedente governo regionale.
Una legge nella quale i cacciatori vedono molte discutibili norme con quasi più di 3.000 emendamenti.
I cacciatori ritengono che ci si sia spinti troppo oltre, sottraendo, in larga misura, le competenze alle amministrazioni e lasciandole agli istituti veterinari, e che l’istituzione del registro di cani e furetti, con la revisione annuale di ogni esemplare è insostenibile per coloro che hanno più di cinque cani.
Si interroga anche sull’obbligo per ogni cane di avere un microchip e ritiene che i tatuaggi siano più efficaci perché in questo modo i prezzi dei veterinari continueranno a salire fino a diventare proibitivi.
Rappresentano un problema anche il furto di cani da vendere fuori dall’isola, gli effetti del bracconaggio per la cattiva immagine che danno al settore venatorio e perché non rispettano le regole di sostenibilità a danno della collettività.
La lotta contro il bracconaggio sta dando i suoi frutti, vengono infatti continuamente denunciati bracconieri ed il numero è in diminuzione.
Sono invece sempre di più i cacciatori che scommettono sulla caccia solo con cani e furetti, senza armi, dimostrando che la caccia sostenibile è possibile.
La caccia alle quaglie è molto limitata e solo sull’isola di El Hierro è permessa in maniera estesa.
A Tenerife, possono essere catturate due giorni all’anno, ma senza armi, cosa che Porras considera un’altra incongruenza se si confronta la situazione tra le due Isole.
Le nuove regole hanno fatto sì che, per la nuova stagione venatoria, il numero di pernici che possono essere catturate sia passato da 3 a 2 per cacciatore e da 6 a 4 per le squadre.
Come per le pernici, quest’anno anche il numero di piccioni da catturare si è ridotto ed è un’altra delle specie che i cacciatori, in molti casi, sono costretti a lasciare sul luogo del ritrovamento.