IGNAZIO MARIA TRONCA, giovane e plurimedagliato atleta delle Fiamme Oro

giovane e plurimedagliato atleta delle Fiamme Oro

Ignazio Maria Tronca, atleta delle fiamme oro classe 1995, nonostante la giovane età ha già dimostrato di aver la stoffa del campione.
Medaglia d’oro nel 2015 alle Olimpiadi Universitarie, medaglia di bronzo ai mondiali universitari 2016,
nel 2015 è medaglia d’argento agli europei junior, nel 2018 si laurea campione italiano degli eccellenza e nel 2019 sale nuovamente sulla piazza d’onore del podio degli europei superato solo allo “shoot off” da Daniele Di Spigno (classe ’74) dopo che entrambi avevano realizzato 133/150.
Abbiamo intervistato Ignazio Tronca, il giovane campione delle Fiamme Oro e gli abbiamo fatto qualche domanda sulla disciplina del tiro dove l’Italia continua ad essere protagonista da qualche anno e con atleti come Ignazio lo sarà anche nel futuro.
Come è iniziata la tua avventura nel tiro a volo?
la mia avventura nel tiro a volo inizia in maniera del tutto casuale nel 2007 ( all’epoca avevo 12 anni )  quando mi trovavo a vivere a Brescia; in maniera casuale poiché non vanto nessun tipo di tradizione familiare in questo sport.
un giorno per caso venni invitato sul campo da tiro di Lonato del Garda, struttura di indiscussa eccellenza a livello mondiale,  a cena da alcuni amici di famiglia e con l’occasione provai a sparare qualche colpo e fu subito amore a prima vista.
Da quel giorno in poi cominciai a prendere alcune lezioni e lo praticai per un periodo a livello solo amatoriale.
Il debutto nel mondo agonistico lo feci nel 2013 quando mi trasferì a Roma ed entrai in contatto con il mondo delle Fiamme Oro che mi inserirono nel loro Settore Giovanile.
Il tiro a volo è uno sport in oltre alla prestanza fisica, comunque importante, è fondamentale  la tenuta mentale. Come ti alleni per essere concentrato al massimo?
Sicuramente la condizione fisica risulta importante in quanto ti aiuta ad affrontare gare lunghe senza sentirti troppo affaticato e anche in condizioni climatiche diverse dalle nostre quando ci si ritrova a gareggiare in giro per il mondo.
La componente mentale è altrettanto fondamentale poiché il mio è uno sport di concentrazione dove per vincere bisogna replicare i movimenti nella maniera più simile possibile per non incorrere in qualche errore, la mente deve essere il più
possibile sgombra da pensieri, paure e stati d’animo. L’obiettivo durante l’allenamento è quello di ricreare il più possibile le condizioni di gara quindi alcune volte con i miei colleghi ci inventiamo delle mini-competizioni tra di noi con il solo scopo
di riprodurre, anche se in piccola parte, la tensione che affronteremmo in una giornata di gara regolare.
Il tuo è uno sport prettamente individuale. Se ti venisse chiesto di cimentarti in uno sport di squadra quale sceglieresti?
Tra gli sport di squadra non posso negare la mia passione per il calcio che d’altra parte però condanna quegli sport erroneamente definiti “ minori” tra cui il mio poiché assorbe troppo interesse in Italia e ci condanna ad essere considerati soltanto durante i giorni delle Olimpiadi che hanno luogo ogni 4 anni. Al di la di questa riflessione sono e rimango un tifoso.
Qual è il prossimo impegno agonistico che ti vedrà impegnato?
Il prossimo impegno è il Qatar Open 2020; una competizione che si svolge a Doha in Qatar che ormai da anni utilizziamo per prepararci all’inizio della stagione agonistica in Italia per due motivi sia perché si svolge sempre nel mese di febbraio e quindi anticipa di un mese tutte le gare federali italiane sia per il clima del posto grazie al quale riusciamo svolgerla senza troppe difficoltà.
Dove ti vedi fra 5 anni?
Un anno fa a questa domanda ti avrei risposto “ fra 5 anni mi vedo alle Olimpiadi” questo perché la mia disciplina da poco non è più olimpica, ciò ha implicato che mi riciclassi in un’altra disciplina simile del tiro a volo, ma ciò comprende sia grandi sacrifici sia molta pazienza perché comunque mi affaccio ad un contesto nuovo nel quale c’è gente che da molti anni milita con successo. Per questo motivo non mi sento di darti un obiettivo preciso come risposta.
Tu sei giovane ma se un ragazzo volesse approcciarsi a questa disciplina, come siamo messi in Italia a livello di strutture? C’è la possibilità di praticare il tiro a volo ovunque oppure la sua diffusione è ancora a macchia di leopardo?
Rispondo partendo da un paragone: l’Italia per il tiro a volo è come L’ Inghilterra per il calcio o gli USA per il basket.
Tutto il mondo ci invidia le nostre strutture sia a livello qualitativo sia per il gran numero di campi da tiro presenti nel nostro paese.
Se un giovane volesse cimentarsi nel mio sport non esisterebbe un paese migliore dell’ Italia; decine sono gli istruttori federali presenti su tutto il territorio che possono accogliere e mettere a proprio agio un ragazzo che non ha mai toccato un arma prima, seguendo tutte le norme di sicurezza e assicurandogli una giornata di divertimento.
Grazie per il tempo che ci hai concesso ed imbocca al lupo per Qatar Open 2020, noi continueremo a seguirti.