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Ancora un attacco da parte di sedicenti militanti firmato ALF.
Tale sigla è l’acronimo del Fronte liberazioni animali già  protagonista nel corso degli anni anche di atti e dimostrazioni di matrice terroristica.
La sigla ALF è stata trovata sui resti di diversi capanni distrutti, assieme a scritte rivolte direttamente ai proprietari.
Porte divelte, reti tagliate, scaffali e mobili distrutti, coperture sradicate: è stata una vera e propria blitz di matrice vandalica quella che nella notte tra venerdì e sabato si è abbattuta su dodici capanni da caccia situati sul Monte Orfano, nei Comuni di Erbusco, Coccaglio e Cologne.
Il blitz è stato rivendicato dall’ALF, Animal Liberation Front, un’organizzazione che si autodefinisce animalista, attiva in tutto il mondo da oltre 40 anni (sarebbe nata nel 1976 in Inghilterra).
I danni ammonterebbero a 25mila euro, ma si attende la stima dei richiami vivi liberati.
I cacciatori hanno già sporto denuncia. Un primo commento sull’accaduto è giunto dall’assessore regionale all’Agricoltura e ai Sistemi Verdi, Fabio Rolfi; le sue parole sono riportate sul quotidiano Bresciaoggi: «Questi individui hanno devastato i capanni e liberato centinaia di richiami vivi destinati a morte certa. Mi auguro che vengano individuati, sanzionati e finalmente colpiti. Vorremmo che le associazioni prendessero le distanze in modo chiaro ed inequivocabile contro la violenza dell’animalismo militare che pretende di agire al di là della legge e contro chi rispetta le regole. La condanna di queste frange violente è necessaria».

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Marco Navarro

Marco Navarro

Responsabile della redazione.
Esperto di comunicazione, web designer, grafico pubblicitario, marketing strategico e nuovi media.

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