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Un team di archeologi della Griffith University ha scoperto, a Sulawesi in Indonesia, delle pitture rupestri che risalgono ad almeno 43.900 anni fa. I Professori Adam Brumm e Maxime Aubert raccontano, in  un video apparso su Youtube, l’incredibile scoperta. Hanno studiato, assieme ai loro colleghi indonesiani, del dipartimento di conservazione dei beni culturali del National Research Centre for Archaelogy, e ad altri studiosi appartenenti ad organizzazioni locali, una parte delle pitture rupestri di una grotta di Sulawesi. Si tratta di una grotta in realtà molto ben esplorata infatti i ricercatori sono stati in questo luogo centinaia di volte; forse proprio per questo motivo lo stupore è stato ancora maggiore quando uno di loro, all’improvviso guardando in alto, ha notato quello che sembrava essere un ingresso ad una ulteriore cavità soprastante. Arrampicatosi ed attraversata questa entrata per esplorarla, si è trovato di fronte una nuova parete che non aveva nulla di simile con quanto si era visto nell’intera regione fino a quel momento: bellissimi disegni di scene di caccia adornavano la roccia, pitture che avevano per protagonisti animali come maiali selvatici, piccoli bufali conosciuti come Anoa (Bubalus depressicornis), tipici ed endemici di quest’isola.   Fra gli animali che “corrono”, letteralmente attraverso i muri della grotta, si può vedere un gruppo di piccolissimi cacciatori che inizialmente erano stati identificati semplicemente come “piccoli uomini” cacciatori ma, guardando da vicino e con maggiore attenzione, si è potuto notare che le figure in realtà rappresentano esseri “mitologici” in parte uomo ed in parte animale chiamate comunemente “teriantropi”. Tutte le figure sono state dipinte nello stesso stile ed usando lo stesso pigmento rosso; i cacciatori sono stati rappresentati con teste di uccelli, rettili ed altre specie faunistiche armati con ciò che potrebbe essere ricondotto a delle lance e a delle corde usate per cacciare gli animali selvatici. Questo suggerisce che ci troviamo di fronte ad una scena straordinaria  rappresentativa di qualche storia divina o mito avvolto da un’aura spirituale, la prova più antica della capacità dell’uomo di immaginare l’esistenza di esseri soprannaturali.

I ricercatori ribadiscono di non aver mai visto, in assoluto, nulla del genere in nessuna altra parte di Sulawesi e sono meravigliati dalle implicazioni che questa pittura rupestre potrebbe avere, fino a riscrivere addirittura la storia. Infatti, grazie a datazioni effettuate su delle concrezioni presenti e formatesi sulle pitture stesse, è stato possibile affermare che queste risalgono a circa 43.900 anni fa; di fatto le pitture potrebbero essere molto più antiche in quanto presenti prima delle concrezioni. Questo è un risultato eclatante in quanto dimostra che ci troviamo innanzi a quella che è probabilmente la più vecchia pittura rupestre mai trovata su tutto il pianeta.  Ed è inoltre uno dei primi tentativi di arte figurativa; la prima prova della nostra capacità di concepire cose che non esistono nel mondo naturale, un concetto che è alla base della religione. I teriantropi sono presenti nel folklore o nella narrativa di quasi tutte le società moderne e sono percepiti come esseri ancestrali in molte religioni in tutto il mondo. Sulawesi ospita quindi l’immagine più antica di questo tipo, precedente all’Uomo-leone di Hohlenstein Stadel in Germania (una statuetta raffigurante un uomo dalla testa di leone) realizzata 40.000 anni fa e considerata finora la più datata del genere. E’ anche la più antica scena in cui figure umane e animali interagiscono; in precedenza il primato apparteneva a pitture realizzate in Europa nel periodo compreso tra 21.000 e 14.000 anni fa.

 

Manuela Lai & Giuliano Milana

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Manuela Lai

Manuela Lai

Naturalista ed agrotecnico laureato.
Esperta di wildlife economy, filiera, uso sostenibile e valorizzazione delle carni di selvaggina. Influencer e blogger del wild food.

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