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Se vi ricordate in uno dei nostri primi articoli (qui)  avevamo trattato l’argomento sottolineando come per il nostro paese i dati e gli studi erano ancora pochi.

Recentemente è stato pubblicato uno studio (qui ) dal titolo “License to Kill? Domestic Cats Affect a Wide Range of Native Fauna in a Highly Biodiverse Mediterranean Country” (Mori et al. 2019) che illustra i risultati di uno studio condotto in Italia sull’impatto dei gatti domestici sulla fauna selvatica. Riportiamo qui in breve il riassunto di quanto osservato dai ricercatori:

Tra gli animali domestici il gatto, Felis catus, è ampiamente considerato una delle minacce più gravi alla conservazione della fauna selvatica. Questo è particolarmente evidente per gli ecosistemi insulari, anche perché spesso mancano i dati per “la terraferma”. In Italia, il paese europeo più ricco di biodiversità i gatti sono, come animali domestici, molto diffusi. In questo lavoro abbiamo mirato a valutare quale sia il potenziale spettro di vertebrati selvatici che potrebbero essere uccisi dai gatti domestici ferali considerando i nostri risultati anche in relazione allo stato di conservazione ( categoria di minaccia IUCN ) delle potenziali prede. Abbiamo raccolto dati sull’impatto dei gatti sia attraverso la citizen science (ne abbiamo parlato: qui ), registrando le predazioni sulla fauna selvatica di 145 gatti appartenenti a 125 proprietari, sia seguendo 21 di questi 145 gatti per 1 anno e registrando tutte le prede che hanno portato a casa. I gatti domestici potenzialmente possono uccidere almeno 207 specie ( sono stati registrati 2042 eventi di predazione) in Italia; tra questi, 34 eventi predatori sono stati a carico di specie considerate “minacciate” o “quasi minacciate” dalla IUCN e dalle “liste rosse” italiane. Uccelli e mammiferi, in particolare passeriformi e roditori, sono risultati essere i gruppi più comunemente predati dai gatti ferali. Nel considerare l’influenza della dieta dei felini sulle diverse prede abbiamo osservato che la classe nella quale si riscontra il maggior impatto sulla fitness é quella degli uccelli, seguita da mammiferi, rettili e anfibi. Pertanto, l’impatto maggiore è stato sulla struttura delle comunità di mammiferi e uccelli. L’uso di un campanello al collo non ha influenzato il tasso di predazione dei gatti, mentre il numero di prede portate a casa è diminuito con l’aumentare della distanza dalle campagne. Abbiamo fornito prove evidenti del fatto che i gatti domestici ferali possono compromettere seriamente la conservazione di specie selvatiche minacciate e non minacciate che già soffrono a causa di altre cause, ad esempio la perdita di habitat. La mitigazione degli impatti dei gatti domestici sulla fauna selvatica richiede progetti di divulgazione che promuovano la proprietà responsabile dei gatti, nonché una limitazione della loro “libertà”, in particolare di notte.

Viene quindi confermato quanto già riscontrato in altri contesti, ovvero il potenziale e reale pericolo che possono rappresentare i gatti domestici. Dei serial killer, come li avevamo definiti, a piede libero e con “licenza di uccidere, eppure coccolati e difesi da sedicenti “amanti degli animali”.

Giuliano Milana

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Giuliano Milana

Giuliano Milana

Naturalista, biologo ed agrotecnico laureato.
Autore di pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, presidente di EPS Sardegna

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