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Una visione più moderna della gestione venatoria prevede delle modifiche strutturali ad alcuni paletti posti dal legislatore ben 28 anni or sono. Plauso dal mondo rurale all’’iniziativa degli on.li Mauro D’Attis e Raffaele Nevi che donano una speranza con la volontà di fornire gli strumenti minimi, ma necessari, ad avviare la tanto decantata e mai attuata “Wildlife economy” anche in Italia. Tre i punti principali della proposta: organizzazione in forma di impresa individuale o collettiva delle Aziende faunistico venatorie, rendere l’abilitazione per il prelievo in selezione agli ungulati un titolo valido su tutto il territorio nazionale e la possibilità di conversione dell’abilitazione all’esercizio venatorio conseguita negli Stati membri dell’Unione europea.

Si rammenta che le Aziende Faunistico Venatorie (AFV), oggi solo in parte ridotta gestite da privati in grado di garantire “con risorse proprie” la copertura delle spese necessarie alla gestione dell’istituto faunistico privato, necessitano, con estrema urgenza, di una regolamentazione amministrativa e soprattutto fiscale al fine di consentire ai concessionari di  optare per l’adozione dell’assetto giuridico idoneo ad introitare, in ossequio alla normativa tributaria, le risorse necessarie alla gestione aziendale.  Pertanto, la proposta di modifica all’articolo 16 della legge n. 157 del 1992 individuerebbe un nuovo assetto giuridico – fiscale adottabile su base volontaria dalle AFV di nuova costituzione e da quelle già esistenti, permettendo loro di costituirsi o ricostituirsi in forma individuale o societaria atta a introitare risorse economiche nel rispetto delle leggi fiscali e tributarie. Di fatto oggi molti Concessionari di AFV risultano essere anche imprenditori agricoli. In tali aziende – finora finalizzate a svolgere un’attività di tutela ambientale senza scopo di lucro – si sono sviluppate attività e servizi che possono essere ricondotti, in quanto attività connesse, alla definizione di impresa agricola.

La redazione continuerà a seguire l’iter di questa proposta con la speranza che la bontà delle modifiche richiesta non venga come spesso accade rallentata da portatori d’ideologie diverse, questa volta è in ballo il destino del mondo rurale tutto!

di Marco Franolich

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Marco Franolich

Marco Franolich

Direttore responsabile
giornalista freelance, consulente faunistico, giudice internazionale FCI, docente della Scuola forestale Latemar, direttore nazionale EPS

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