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Già ci eravamo occupati di cervi nella “grande mela”  torniamo sull’argomento per nuovi aggiornamenti.
A Long Island, in America, è sempre più frequente incontrare donne nei boschi intente a cacciare la locale e crescente popolazione di cervi.
Infatti, secondo uno studio condotto del Fish and Wildlife Service, si è registrato in tutti gli USA un incremento del 15% delle licenze di porto d’armi, rappresentato nei fatti, proprio dall’aumento delle cacciatrici. Nello stato di New York, come nel resto degli States, per la prima volta il numero di cacciatori è diminuito di oltre il 30% negli ultimi 15 anni mentre, al contempo, il numero di cacciatrici è aumentato all’incirca della stessa percentuale.
Questo incremento di cacciatrici per quanto concerne Long Island deriva principalmente proprio dal forte aumento della popolazione di ungulati presenti.
“Ovviamente c’è un grosso problema con l’incremento dei cervi a Long Island”, ha detto il deputato dello Stato di New York Fred Thiele in una recente intervista. “In tre anni ho avuto due incidenti collegati alla presenza cervi, quindi posso parlarne a titolo personale.”
Il Dipartimento di Stato per la conservazione ambientale ha comunicato che nel 2018, solo a New York, 53.000 donne hanno ottenuto licenze di caccia; la stessa agenzia sfrutterà questo incremento numerico lanciando un programma, chiamato BOW Becoming an Outdoor Woman, con lo scopo di reclutare e formare donne cacciatrici.
Come siamo ormai abituati a leggere, anche in questo caso, il Comitato per la gestione faunistica della città ha preso in considerazione misure di gestione dei cervi “non letali”; tra queste i “soliti” trasferimento e controllo delle nascite. Tuttavia, nei fatti, l’unico modo pratico per affrontare il problema, che rappresenta una minaccia per la salute e per la sicurezza sia dei cittadini che della popolazione di cervi, risulta essere quello di incoraggiare la caccia. Il prelievo a carico della locale popolazione di cervi, relativo alla scorsa stagione, è stato di più di 400 esemplari.
Parte del successo del programma di contenimento e dovuta alla realizzazione di una vera e propria filiera delle carni di selvaggina. Infatti la carne dei cervi prelevati viene donata. Il programma mette a disposizione dei cacciatori celle frigorifere nelle quali conservare le carni, macellai e dei congelatori per la conservazione e successiva distribuzione della carne.
Solo nello scorso anno la città ha distribuito, a chiunque fosse interessato, circa 1500 Kg di carne di cervo.

 

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Marco Navarro

Marco Navarro

Responsabile della redazione.
Esperto di comunicazione, web designer, grafico pubblicitario, marketing strategico e nuovi media.

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