Print Friendly, PDF & Email

Dei ricercatori cinesi che studiano l’origine dell’epidemia di coronavirus hanno affermato che il pangolino, specie in via di estinzione, potrebbe essere “l’anello mancante” tra i pipistrelli e l’uomo. In effetti i pipistrelli sono risultati portatori dell’ultimo ceppo della malattia, che ha infettato almeno 48.206 ed ucciso oltre 1.350 persone in tutto il mondo, principalmente in Cina, da dove sappiamo essere iniziata l’epidemia, i casi di guarigione secondo il governo cinese sarebbero 3.441. Un’analisi genetica ha dimostrato che il ceppo del virus che si sta diffondendo attualmente nell’uomo risulta identico per il 96% a quello riscontrato nei pipistrelli. Secondo Arnaud Fontanet, dall’istituto Pasteur, la malattia non è passata direttamente dai pipistrelli all’uomo. “Pensiamo che ci sia un altro animale che ha avuto funzione di ospite intermedio“, ha affermato lo stesso Fontanet. L’epidemia di SARS del 2002-3, che coinvolse un diverso ceppo di coronavirus, fu trasferita all’uomo dallo zibetto, un piccolo mammifero la cui carne è considerata una prelibatezza in Cina. Molti animali sono in grado di trasmettere virus ad altre specie e quasi tutti i ceppi di coronavirus contagiosi per l’uomo hanno origine nella fauna selvatica.

Numerosi studi hanno dimostrato però che al virus trasmesso dai pipistrelli manca quello che potremmo definire “l’hardware” necessario per agganciarsi ai recettori delle cellule umane. Ma non è ancora chiaro quale animale abbia avuto la funzione di anello mancante. Le ipotesi sono state diverse, dai serpenti agli stessi pipistrelli ma Fontanet ritiene che l’intermediario sia “probabilmente un mammifero”, forse appartenente alla famiglia dei tassi (mustelidi).

SUTTER Ampio Set per Pulizia Armi Premium in Robusta Valigia Grigia * Accessori Armi per la Manutenzione e la Pulizia delle Armi

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, dopo aver testato più di 1.000 campioni di animali selvatici, gli scienziati della South China Agricultural University hanno scoperto che le sequenze del genoma del virus presente nei pangolini sono identiche al 99% a quelle del virus presente nei pazienti contagiati. Ma altri esperti sono cauti: “Non si tratta di prove scientifiche“, ha affermato James Wood, capo del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Cambridge. “Le indagini sui serbatoi animali sono estremamente importanti, ma i risultati devono essere pubblicati per avere un controllo ed un riscontro a livello internazionale. Riportare semplicemente i risultati delle analisi dell’RNA virale con una somiglianza nelle sequenze superiore al 99% non è sufficiente“.

Per identificare in modo definitivo il “colpevole”, i ricercatori avrebbero bisogno di testare ogni specie che potenzialmente era in vendita sul mercato, una cosa quasi impossibile soprattutto adesso che è definitivamente chiuso, con il divieto da parte del governo cinese di vendita ed utilizzo di qualsiasi tipo di carne di selvaggina.

Mentre potrebbe essere ormai troppo tardi per questo focolaio, l’identificazione dell’animale vettore potrebbe rivelarsi vitale nel prevenire future riacutizzazioni. Eric Leroy, virologo e veterinario dell’IRD, ha affermato che la ricerca potrebbe portare a un risultato rapido, come con SARS.  Allo stesso tempo, potrebbero volerci anni. Con Ebola, la ricerca iniziò nel 1976 e i primi risultati furono pubblicati nel 2005. Un fattore determinante potrebbe essere la percentuale di infezione nella stessa specie ospite. “Se questa ad esempio è bassa, meno dell’1%, ovviamente diminuirà la possibilità di incontrare un animale infetto“, ha detto Leroy.

Per Fontanet, il coronavirus è solo l’ultimo esempio delle conseguenze potenzialmente disastrose connesse al consumo di animali selvatici potenzialmente portatori di virus e non sottoposti a controlli sanitari. Ha detto che la Cina avrebbe avuto bisogno di “prendere misure piuttosto radicali contro la vendita di animali selvatici nei mercati“. Pechino ha effettivamente proibito tale pratica, ma si è mossa per farlo solo il mese scorso, quando l’epidemia era già fuori controllo.

Ogni volta, proviamo a spegnere l’incendio e una volta spento aspettiamo il prossimo“, ha dichiarato François Renaud, ricercatore presso il Centro nazionale per la ricerca scientifica con sede a Parigi.

Ha raccomandato di stilare un elenco di tutti gli animali che potrebbero potenzialmente trasmettere virus all’uomo “Devi prevedere le epidemie prima che arrivino e quindi poter agire in anticipo per affrontare la problematica“.

Giuliano Milana

About the author

Giuliano Milana

Giuliano Milana

Naturalista, biologo ed agrotecnico laureato.
Autore di pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, presidente di EPS Sardegna

Translate »