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Il dito oggi lo ficco nell’occhio dei membri di una piccola setta, feroce e violenta, che accusa tutto il resto del mondo di mangiare cadaveri e che odia la caccia al punto di inscenare balletti di gioia quando muore un cacciatore. Siamo vicini a Pasqua e presto rivedremo le buffe crociate per salvare gli agnelli pasquali. Per un paio di anni Daria Bignardi mi ha invitato il venerdì di Pasqua nello studio televisivo di “Le Invasioni Barbariche” per difendere i mangiatori di agnelli pasquali dai loro detrattori. L’anno prima avevo rifiutato perché ero in Austria a sciare. Ci andò Giacomo Cretti che conoscete. Si difese bene. L’anno dopo accettai. Avremmo dovuto essere quattro contro quattro.
Finì che restammo due (una cuoca della campagna romana, specialista nell’abbacchio alla cacciatora) ed io. Il veterinario che avrebbe dovuto darmi man forte non venne e una giornalista che pure era a favore del consumo di carne passò subito dall’altra parte, dove sedeva una squadra di tutto rispetto: Baba Cesare, finto santone indiano, un filosofo animalista, Red Canzian, famoso bassista dei Pooh, e Silvia Prandi di Discovery Channel.
Il dibattito prese subito un andazzo surreale, con la proposta di Daria Bignardi che disse: “Va be’, ma le greggi che forniscono lana, latte e agnelli non si potrebbero lasciare libere su per i monti?” Dopo questa dimostrazione di sapienza biologica, da parte di una giornalista che crede di sapere tutto sugli eco-sistemi, arrivarono le patetiche assurdità di tutti gli altri, con riferimenti alla strage degli innocenti e ai diritti degli animali in un mondo dove ogni specie vive a danno di un’altra, e dove anche le piante, cibo degli erbivori, hanno un sistema nervoso.
Il mondo e i suoi meccanismi non li ho non l’ho inventati io carnivoro, precisai, ma il buon Dio. La cuoca ed io restammo dunque con i piedi per terra e ci difendemmo bene, ma poi la conduttrice tirò fuori l’asso dalla manica e mandò in onda un lacrimevole intervento della allora ministra Brambilla (personaggio da me mai citato ma spesso evocato nella parte finale del mio brindisi di fine trasmissione “Alla faccia di chi ci vo’ male!” con la frase: “e so di chi parlo”). A quel punto feci il mio intervento che spiazzò tutti e mi precluse ogni futuro invito nello studio della bella Bignardi. Dissi: “La signora Brambilla ha ragione. Mi ha spezzato il cuore. Difatti a Pasqua non mangerò agnello ma gamberi surgelati importati dalla ditta della signora Brambilla. Perché? Non lo sapete che la ministra traffica in animali morti?” Gelo generale, Imbarazzo della Bignardi che da quel momento non mi ha più dato la parola. La trasmissione si è poi conclusa in tono sempre più fievole, fino alla sigla di coda. La bella Daria non mi ha più invitato. Amen.
Gli ospiti di Daria Bignardi erano vegetariani e animalisti. I vegani sono ancora peggiori. Sono protagonisti di atti di violenza fisica a danno di vecchi cacciatori sorpresi al capanno, e di violenza morale sui social. Non si tratta di gusti. Stiamo parlando di una filosofia innaturale ed aberrante che ha portato nel passato ad eccessi. Hitler e tutto il suo staff erano vegetariani. Solo Hermann Göring era cacciatore, ma scrisse la legge contro la vivisezione sugli animali, tant’è che gli esperimenti proseguirono sugli uomini rinchiusi nei lager e negli ospedali psichiatrici. Con questo non voglio dire che mia nipote vegana finirà per aderire a ideologie estreme, ma soltanto che è una delle tante vittime innocenti di una moda che si sta facendo largo nelle società moderne e opulente. Non certo in Africa e nei paesi del mondo che soffrono la fame. Siamo stati costruiti per mangiare carne e il nostro fisico produce enzimi per digerire e assimilare carne. Nasciamo con i canini come tutti i predatori, e li conserviamo ancora dopo i 12 milioni di anni che ci separano dal Ramapiteco, che si nutriva sì di frutti ma anche dei piccoli animali che riusciva a catturare. I denti del giudizio li stiamo perdendo da quando abbiamo smesso di masticare cibi crudi e/o tenaci. Ma i canini li portiamo ancora e li mostriamo quando sorridiamo (atteggiamento comportamentale che non è stato sempre bonario e rassicurante, ma che nasce come minaccioso avviso. È ancora oggi il segnale di aggressività che usano le nostre cugine scimmie). La società umana si è evoluta quando l’uomo raccoglitore e cacciatore di animali si è organizzato per catturare e uccidere i grandi mammiferi. Da queste forme di caccia collettive sono nati il linguaggio, l’organizzazione sociale e l’invenzione di ogni strumento. La base insomma delle società moderne che, vi piacciano o no, sono il nostro habitat naturale. Alla faccia di chi ci vo’ male! E buona Pasqua a tutti voi.

Bruno Modugno

About the author

Bruno Modugno

Bruno Modugno

Bruno Modugno, Ha lavorato per undici anni nei quotidiani e rotocalchi, come cronista e poi inviato. Nel '64 ha cominciato a collaborare con la RAI. E' stato autore e conduttore di programmi culturali e di grandi contenitori quotidiani di intrattenimento.
Giornalista e scrittore, autore televisivo e regista, si occupa da 40 anni di problemi venatori indagando sui versanti biologico, etico e antropologico della caccia. Oggi Direttore editoriale del canale Caccia tv su Sky

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