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Che si tratti di ipotizzare la possibilità di imbattersi nella  pioggia durante una battuta di caccia oppure di valutare il rischio di contrarre una malattia, in entrambi i casi, si utilizza una combinazione di informazioni fisiche, sociali, mediche, statistiche, etc. per arrivare a prendere una decisione.  L’uomo è l’unico animale ad avere la capacità mentale di integrare diversi tipi di informazioni ed utilizzarle per apprendere e prendere decisioni? Fino ad oggi tale capacità era stata riscontrata solo in grandi scimmie come umani e scimpanzé ma, i risultati emersi da uno studio (https://www.nature.com/articles/s41467-020-14695-1) pubblicato su Nature Communications, sembrano introdurre in questo scenario dei nuovi protagonisti. Stiamo parlando dei  kea (Nestor notabilis) della Nuova Zelanda, gli unici pappagalli di montagna al mondo, in pericolo di estinzione, che hanno dato dimostrazione di comprendere la probabilità e di saper combinare diversi tipi di informazioni per formulare giudizi. I kea godono di una reputazione di animali “vivaci” in Nuova Zelanda. Questi uccelli, grandi come un corvo, sono onnivori, ma si comportano anche da spazzini e sono stati spesso visti nutrirsi di carcasse di animali. Tuttavia, sono propensi anche ad attaccare animali vivi, in particolare le pecore. A tale scopo utilizzano il loro becco curvo come la lama di un coltello per lacerare lana e muscoli ed arrivare a cibarsi del grasso sottostante. Questo comportamento ha fatto si che i primi coloni li considerassero dei “nocivi” ed, in tal senso, sulle loro teste furono addirittura poste delle taglie; si stima che tra il 1860 ed il 1970 siano stati uccisi almeno 150.000 esemplari. Nel 1971 la caccia tramite le taglie venne resa illegale e soltanto nel 1986 la specie divenne, finalmente, protetta. Questi animali vivono in difficili ambienti montani nel sud dell’isola, luoghi caratterizzati da scarsità di cibo. Questo li rende curiosi ed in costante ricerca di fonti alimentari. Attualmente, cacciatori, agricoltori ed escursionisti riportano numerosi aneddoti che li vedono intenti a “tagliare” zaini alla ricerca di cibo, entrare dentro le case approfittando delle finestre aperte o addirittura attaccare le auto strappando i tergicristalli.

Nello studio, in questione, i ricercatori hanno valutato, usando una serie di test, la capacità di ragionare ed usare le  conoscenze acquisite a proprio vantaggio, di alcuni pappagalli ospitati dentro una riserva faunistica vicino a Christchurch. Gli uccelli sono stati abituati ad associare un gettone nero, ad una ricompensa alimentare ed un gettone arancione, a nessuna ricompensa. Ai volatili sono stati quindi mostrati dei barattoli contenenti gettoni sia neri che arancioni; dopo che uno dei ricercatori ha estratto un gettone da ogni barattolo mantenendo la mano chiusa i kea hanno dovuto scegliere la mano che secondo loro conteneva il gettone “premio”. In questo esperimento sono stati creati diversi scenari: a volte c’erano più gettoni neri in un barattolo rispetto all’altro, a volte c’era in entrambi lo stesso numero di gettoni neri ma uno aveva più pezzi arancioni e talvolta i barattoli avevano lo stesso numero di gettoni arancioni ma uno aveva più gettoni neri. Questo è stato fatto con lo scopo di determinare quanto realmente fossero in grado di valutare la probabilità; un successo dinnanzi a tutti gli scenari proposti confermerebbe infatti tale capacità ed allontanerebbe l’eventualità di una scelta dovuta semplicemente al caso. I sorprendenti risultati hanno proprio confermato questa capacità predittiva degli animali che sono stati in grado di effettuare la propria scelta osservando i rapporti tra i gettoni presenti nei barattoli e scegliendo la mano che aveva pescato proprio in quelli con prevalenza di gettoni neri. Questo è solo uno dei diversi esperimenti condotti dall’equipe che si è occupata della ricerca. Ad ogni modo anche gli altri esperimenti hanno confermato le capacità di questi arguti pennuti.

Quindi la scienza ci restituisce informazioni sulle capacità degli animali avvicinandoli in qualche modo all’uomo. Questo, pur rimarcando la differenza cognitiva che esiste tra gli animali e noi, ci invita a riflettere ed approfondire determinate tematiche.

Manuela Lai

About the author

Manuela Lai

Manuela Lai

Naturalista ed agrotecnico laureato.
Esperta di wildlife economy, filiera, uso sostenibile e valorizzazione delle carni di selvaggina. Influencer e blogger del wild food.

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