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Non è un titolo sarcastico, si la Face ci protegge ed ecco due buoni esempi:
al Parlamento europeo è di questi giorni un emendamento presentato da “the European United Left/Nordic Green Left group” (in parole semplici i soliti noti: la sinistra “verde”) atto a vietare il commercio e il consumo di animali selvatici respinto dalla maggioranza dei deputati del Parlamento europeo (186 deputati a favore, 53 astensioni, 449 contrarie). Tutto ciò grazie alla solerzia di Face che è stata in grado d’informare con argomentazioni incontestabili che già esistono norme rigorose e armonizzate nell’UE in materia di salute degli animali e sicurezza alimentare anche per quanto riguarda il commercio di animali selvatici all’interno dell’UE. Quindi oggi è sempre più chiaro che vietare il consumo di fauna selvatica nell’UE avrebbe conseguenze di vasta portata per la conservazione della natura nell’UE e nel mondo e inciderebbe negativamente su attività come la caccia e la pesca, che sono ben regolamentate anche a livello nazionale. E’ doveroso segnalare che l’eurodeputato Marco Dreosto, vicepresidente dell’Intergruppo “Biodiversità, caccia e campagna”, è stato uno dei primi parlamentari europei a richiamare l’attenzione su questo emendamento. Hanno votato contro i gruppi del Partito popolare europeo (PPE), Identità e democrazia (ID) e dei Conservatori e Riformisti europei (ECR).

In Polonia, FACE ha interagito con tutti i membri della camera bassa del parlamento polacco per favorire la proposta che consentirebbe la caccia agli under 18 confermando così una crescente attenzione nel coinvolgimento dei giovani nell’attività venatoria supportandoli in un approfondimento della conoscenza della natura con un’attenta comprensione della gestione della fauna selvatica e del benessere degli animali. Tutto ciò avrebbe un risvolto positivo per i ragazzi, non solo per la salute mentale dei bambini, ma anche il loro sviluppo fisico, in un momento particolare nel quale i giovani trascorrono sempre meno tempo all’aperto.

FACE certamente si affida per la comunicazione alle associazioni venatorie nazionali e in molti Paesi ciò funziona molto bene, ma in Italia i progetti ed i risultati di Face al massimo vengono ribattuti dopo la divulgazione delle newsletter della sede centrale. Face Italia, esiste? Leggendo sul sito sembrerebbe di si ma i referenti quanto comunicano e/o informano le associazioni venatorie nazionali. Per il momento mi sembra che per essere informati celermente l’unica soluzione sia iscriversi alla newletter che viene inviata dalla sede centrale in Belgio! E pensare che il motto di Face è “La voce dei cacciatori europei” e noi, lo siamo?

Marco Franolich

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Marco Franolich

Marco Franolich

Direttore responsabile
giornalista freelance, consulente faunistico, giudice internazionale FCI, docente della Scuola forestale Latemar, direttore nazionale EPS

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