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Dopo settimane di tentativi e l’ostruzione del movimento 5 stelle con 5740 emendamenti si è trovato l’accordo per andare avanti con la votazione.
Via libera alla caccia anche nelle domeniche di settembre. Nella lunga trattativa il consiglio Regionale ha tolto otto specie dal calendario venatorio (che quindi non potranno essere cacciate): merlo, pavoncella, frollino, moriglione, mestolone, porciglione, combattente, lepre variabile vietate negli ultimi anni per scelta della giunta Chiamparino.
L’assessore Maurizio Marrone ha precisato che “rispetto ai temi più divisivi si è dovuti giungere allo stralcio di otto specie cacciabili e ridotto l’orario di tiro notturno e altro”. Un provvedimento senza senso a detta di molti cacciatori, con il sapore della beffa «Non ha senso perché le specie sono determinate dalla legge nazionale, poi la Regione fa il calendario venatorio, e l’Ispra dà parere consultivo con il censimento. Che senso ha proteggere delle specie che volano lungo il Ticino, così di qua non si può sparare, e arrivate in Lombardia sì? quale è la differenza rispetto alle regioni confinanti?».

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Redazione LRC

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