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Il 30 giugno 2020, l’intergruppo “BIODIVERSITY, HUNTING, COUNTRYSIDE” ” del Parlamento europeo ha tenuto la sua prima conferenza intitolata “Rielaborazione della strategia dell’UE sulla biodiversità: assicurarsi che funzioni”.

L’evento è stato presentato dal presidente dell’Intergruppo, l’eurodeputato Álvaro Amaro (PPE) e dai vicepresidenti, l’eurodeputato Alex Agius Saliba (S&D) e l’eurodeputata Elsi Katainen (Renew Europe).

L’eurodeputato Amaro, che ha presieduto l’incontro, ha aperto la discussione concentrandosi sulle opportunità e le sfide per l’ambiziosa strategia dell’UE sulla biodiversità, che è stata recentemente svelata dalla Commissione europea e che viene pianificata fino al 2030. Il presidente dell’Intergruppo ha dichiarato: “La pubblicazione della Strategia sulla biodiversità dell’UE 2030 ha sollevato molte domande, che devono essere analizzate seriamente se vogliamo rendere il Green Deal una realtà per tutti i cittadini dell’UE. Se la strategia è “fatta per tutti”, come affermato dal Commissario Virginijus Sinkevičius nell’ultima commissione AGRI, sarà fondamentale che gli stakeholder rurali siano considerati come partner principali ”. Amaro ha poi aggiunto  “gli agricoltori, i gestori del territorio e i cacciatori europei combattono ogni giorno contro la perdita di biodiversità, negli ultimi decenni, in Europa questo ha rappresentato una sfida “enorme” . Essi gestiscono iniziative di successo, costruendo reti preziose sul terreno. Qualsiasi strategia che venga intrapresa deve includere attori rurali come parte della soluzione per avere successo, specialmente quando veniamo a discutere di aree protette, che spesso possono tradursi in una visione estremamente statica di conservazione della natura”

L’eurodeputata Agius Saliba ha sottolineato il contributo cruciale dei cacciatori e di chi gestisce il territorio nell’arrestare la perdita di biodiversità, nell’invertire il declino degli uccelli agricoli e degli impollinatori. Ha detto: “Finora, la rete Natura 2000 ha lottato per fornire risultati visibili ed ha bisogno di una migliore ed ulteriore attuazione: nuovi elementi innovativi e maggiore sostegno delle nostre comunità locali. Il 5º rapporto del Manifesto sulla Biodiversità di FACE mostra chiaramente che i cacciatori, insieme ad altre parti interessate quali le autorità pubbliche, le ONG ambientaliste, gli organismi di ricerca, I proprietari terrieri e gli agricoltori sono molto attivi nella conservazione di una vasta gamma di habitat e specie in Europa. A questo proposito, Natura 2000 richiede l’impegno dei cacciatori sotto forma di monitoraggio, gestione delle specie e ripristino dell’habitat”.

In un video-messaggio indirizzato ai partecipanti alla conferenza, l’eurodeputato Katainen ha confermato l’importanza degli obiettivi principali fissati dalla strategia dell’UE per la biodiversità fino al 2030 e la necessità di agire nell’immediato con soluzioni pratiche. Ha sottolineato che “occorre tener conto delle diverse circostanze a livello nazionale per garantire un’attuazione equa ed equilibrata. L’approccio della Commissione nei confronti degli attori e delle imprese rurali è abbastanza stretto. Se vogliamo che l’Europa sia un continente leader nel campo della sostenibilità ecologica, abbiamo bisogno del sociale e dei pilastri culturali ed economici al centro del dibattito. Se chiediamo risultati ambiziosi a livello ambientale da parte di agricoltori, forestali, proprietari terrieri, cacciatori e imprenditori abbiamo bisogno di mettere in campo risorse sufficienti per loro permettendogli di operare al fine di attuare con successo questa strategia e raggiungere risultati concreti”.

Humberto Delgado Rosa, direttore del Natural Capital, DG Environment, Commissione europea, ha consegnato un discorso programmatico ed illustrato i punti di maggiore interesse della strategia. Ha sottolineato che: “Nessuna agenda politica, compresa la strategia per la biodiversità dell’UE 2030, può essere costruita sulla base di soli messaggi negativi, è sempre necessario sottolineare anche un aspetto positivo. Questa è l’essenza del piano di ripristino della natura dell’UE: possiamo riportare la natura nella nostra vita, dove la vogliamo e dove sono più necessari i suoi servizi ”.

Kim Friedman, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), ha sottolineato la necessità di coinvolgere stakeholder nel processo di effettiva attuazione delle politiche: “Rafforzare il  nostro rapporto con la natura risulterebbe più efficace coinvolgendo i diversi portatori di interessi nella stesura e consegna dei piani – abbiamo bisogno della collaborazione di tutti per  far in modo che il cambiamento trasformativo divenga una realtà nel momento in cui trasferiamo alle comunità la visione della biodiversità“.

Erik Gerritsen, Senior Policy Analyst presso IEEP, ha dichiarato: “In Europa abbiamo buoni esempi di conservazione e ripristino ambientale ma l’azione deve intensificarsi ed aumentare di efficacia per invertire la tendenza. La rinnovata ambizione nel campo della biodiversità della UE è una reale opportunità per tutti i portatori di interesse, che vivono la campagna, per unire le forze. Ma non deve essere nuovamente sprecata. Le istituzioni dell’UE devono adottare misure urgenti per soddisfare le esigenze di investimento, non solo attraverso finanziamenti dedicati alla natura, ma anche tramite una migliore integrazione, ad esempio ricorrendo ai  “CAP Strategic Plans”.

Jurgen Tack, direttore scientifico di ELO, ha dichiarato: “Non tenendo conto della redditività economica e dell’equità sociale, ha dimostrato di portare a risultati deludenti. Una gestione qualitativa ed efficace dovrebbe essere al centro della strategia dell’UE per la biodiversità 2030 e i proprietari terrieri dovrebbero essere i partner preferenziali. Dal momento che le misure volontarie e gli accordi contrattuali si sono dimostrati molto efficaci, ELO raccomanda di scegliere una vasta gamma di strumenti di iniziativa volontaria per la conservazione dei terreni privati, a livello dell’UE, come quelli analizzati nel programma LIFE -Land Is For Ever- “.

Con una partecipazione eccezionale di oltre 250 utenti online, l’incontro è stato moderato dal Dr. Hilde Eggermont, coordinatore della piattaforma belga per la biodiversità. L’evento è stato organizzato in collaborazione con FACE-Federazione europea per la caccia e la conservazione e ELO-Organizzazione europea dei proprietari terrieri. Molti i membri del Parlamento europeo che si sono uniti alla conferenza.

Le registrazioni dell’intera video conferenza e le presentazioni dei relatori saranno presto disponibili sul sito Web dell’intergruppo “Biodiversity, Hunting, Countryside”.

 

La redazione

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Redazione RM

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