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Di Bella Putman, 11 anni, Caseville Scuola Elementare martedì 18 agosto 2020

“Credo che la caccia sia una parte molto importante della vita. Ti insegna molto, ti riserva lezioni di vita educandoti alla pazienza e al duro lavoro. Ti regala tempo prezioso da trascorrere con le persone che ami. Inoltre, con l’animale che Dio fornisce, puoi mettere del cibo in tavola per la tua famiglia o per i tuoi amici. Ho avuto molte esperienze nel mondo della caccia come accompagnatrice, ma voglio raccontarvi la storia della prima volta che sono stata in grado di essere in gradi di provvedere alla mia famiglia.

Mio padre un giorno mi ha chiesto se volevo andare a caccia con lui per sparare al mio primo cervo e la mia risposta è stata decisamente un sì. Ero così eccitata ma sapevo che c’era molto lavoro da fare. Sapevo che dovevo prendere tutta la mia attrezzatura da caccia e fare preparare lo zaino. Avevo anche bisogno di esercitarmi a sparare con il fucile per essere sicura e precisa, quindi non volevo ferire l’animale e mi sono assicurata di sparare al meglio con il fucile. Mi sono preparata e mi sono esercitata ma subito dopo era arrivato il momento di avere pazienza. Siamo rimasti seduti nel nostro nascondiglio per giorni senza avere l’opportunità di sparare a nulla, ma restare seduta accanto a mio padre significava già molto per me.

Era l’ora di pranzo del terzo giorno di paziente attesa, nella speranza di poter sparare un cervo. Mio padre mi ha sorpreso, aveva preparato dei panini al formaggio ed altro cibo da stuzzicare. Aveva comprato una stufa portatile per stare al caldo comodamente all’interno della nostra tenda. L’amore che mio padre mi ha mostrato e tutto quello che ha fatto per “costruire” il ricordo di questa fantastica esperienza è qualcosa che non dimenticherò mai e che terrò sempre vicino al mio cuore.

Anche quanto mi appresto a raccontare è qualcosa che non dimenticherò mai. Finalmente, con la coda dell’occhio, ho avvistato il cervo camminare. Ho chiamato, a bassa voce, mio padre che prontamente ha sistemato la telecamera e il fucile. Finalmente era ora, ho guardato attraverso il mirino mentre mio padre riprendeva. Ero così nervosa. Ho impiegato cinque secondi per guardare il cervo, per assicurarmi che fosse un cervo e ho chiesto a mio padre se potevo sparargli. Ha detto di sì, così ho sparato ed è caduto sul posto. Ho guardato mio padre e ho sorriso. Tremavo al punto che si poteva vedere. Ero così orgogliosa di me stessa. Pensavo a quello che mi avrebbero detto i miei familiari che ci aspettavano a casa. Ho pensato che sarebbero stati orgogliosi. Ad ogni modo, abbiamo chiamato tutti per dare loro la buona notizia. Ci siamo inginocchiati accanto al cervo e abbiamo pregato Dio e Lo abbiamo ringraziato per averci fornito cibo per la nostra famiglia e per avermi fatto sparare con successo.

E’ stata un’esperienza di vita, accanto a mio padre al quale sarò sempre grata. Non si è trattato solo del giorno in cui ho sparato al mio primo cervo. Si è trattato di una lezione di vita sulla preparazione, la pratica e l’essere pazienti. Si è trattato di trascorrere del tempo prezioso con mio padre e le persone che amiamo. Mi è stato insegnato come preparare e mettere la carne nel congelatore per tutto l’anno. Un giorno potrò trasmettere quello che ho appreso alle mie sorelle più piccole e, volendo Dio, ai miei figli (se mio marito non sarà un cacciatore). Questa storia è la prova che la caccia può essere uno strumento educativo importante nella vita. Sicuramente la caccia non per tutti può rappresentare il modo per imparare queste lezioni di vita e acquisire questo tipo di ricordi, ma sicuramente è il mio modo.

 La redazione

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Redazione RM

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