Print Friendly, PDF & Email

Il periodo non è certo dei migliori, sembra proprio che una sorta di maledizione investa la “bassa” padana prima il covid e adesso una nuova minaccia: la febbre del Nilo. A lodi 10 ricoverati per il virus africano trasmesso dalle zanzare.
I sintomi sono mal di testa, febbre, nausea, vomito, rossori sulla pelle. In uno dei casi, il più grave, persino una mielite, vale a dire l’infiammazione che rischia di alterare le funzioni del midollo spinale. Un signore di 72 anni è finito addirittura in rianimazione con una meningo-encefalite. La West Nile Disease , per l’appunto la Febbre del Nilo, è come fa quasi ogni anno, dopo essere comparsa in Italia nel 2008, quando un focolaio endemico colpì 77 cavalli e due persone. I cavalli sono tra le specie che rischiano di più, con un tasso di mortalità che oscilla tra il 20 e il 57 per cento. Tra gli umani, invece, la maggior parte dei contagiati non mostra alcun sintomo.
Il periodo di incubazione oscilla tra i due e i 14 giorni dal momento della puntura, ma può raggiungere anche le tre settimane nelle persone che presentano deficit a carico del sistema immunitario.
Tutto parte quindi dalle zanzare. Poi gli uccelli, migratori e stanziali, veicolano il virus, trasportandolo ovunque. Cornacchie, gazze, ghiandaie, tortore. Ovviamente poi basta che una zanzara punga uno di questi volatili per poter poi infettare chiunque.
Non c’è un farmaco per questa malattia. Tra i più giovani l’infezione si risolve in pochi giorni mentre per gli anziani e per chi ha altre patologie o è maggiormente debilitato le conseguenze sono più gravi. Febbre alta convulsioni, disorientamento, fino ad arrivare alla paralisi e al coma o addirittura encefaliti letali e danni neurologici permanenti.
Non esiste un vaccino per cui è fondamentale il monitoraggio e la prevenzione, in parte con le disinfestazione delle zanzare in parte anche con il contributo dei cacciatori. Non mancano esempi in tal senso, come in Sardegna, dove il 6 agosto sono state abbattute (in controllo dei danni), da cacciatori-coadiutori, due cornacchie risultate positive al virus della West Nile. Questo tipo di operazioni consente di tenere sotto controllo eventuali focolai contenendo il possibile contagio.

La redazione

About the author

Avatar

Redazione RM

Translate »